Il caldo estremo non rappresenta più soltanto un’emergenza climatica, ma anche un problema di salute e sicurezza sul lavoro. A lanciare l’allarme è il nuovo rapporto “Lavoratori a rischio per le ondate di calore”, realizzato da Greenpeace Italia con il contributo della Cgil e basato sulle elaborazioni del progetto Worklimate, che fotografa una situazione sempre più critica anche nel territorio metropolitano di Napoli.
Secondo lo studio, a Napoli e provincia sono in media 57mila i lavoratori che ogni giorno risultano potenzialmente esposti a un elevato rischio legato alle alte temperature, pari all’8,4% degli occupati dell’area metropolitana. Un dato che evidenzia come gli effetti della crisi climatica incidano ormai direttamente sulle condizioni di lavoro di migliaia di persone.
Giornate a rischio aumentate del 47%
Il rapporto evidenzia anche un netto peggioramento delle condizioni climatiche negli ultimi anni.
Se tra il 2021 e il 2022 le giornate estive caratterizzate da un rischio caldo elevato erano in media 34, nel biennio 2024-2025 sono salite a 50, con un incremento del 47% in appena cinque anni. Un cambiamento che rende sempre più frequenti le situazioni di stress termico per chi lavora all’aperto o in ambienti particolarmente esposti.
I settori più esposti
Tra le categorie professionali maggiormente a rischio figurano:
- lavoratori dell’edilizia;
- addetti al trasporto merci su strada;
- operatori del magazzinaggio e della logistica;
- corrieri e rider;
- addetti alla manutenzione del verde e ai servizi per gli edifici.
Si tratta di attività svolte spesso all’aperto o in ambienti dove le temperature possono raggiungere livelli molto elevati, aumentando il rischio di colpi di calore, disidratazione, malori e infortuni.
Greenpeace e Cgil: “Servono misure immediate”
Greenpeace e Cgil sottolineano che il caldo estremo non può più essere considerato un evento eccezionale, ma una conseguenza strutturale della crisi climatica.
Le due organizzazioni chiedono quindi interventi immediati per proteggere lavoratrici e lavoratori, attraverso una migliore organizzazione degli orari, misure di prevenzione, adeguati dispositivi di protezione e investimenti per adattare il mondo del lavoro alle nuove condizioni climatiche.
Un’emergenza che riguarda anche Napoli
Per Napoli il rapporto assume un valore particolarmente significativo. La città e la sua area metropolitana, già caratterizzate da un’elevata densità urbana e da numerose attività lavorative svolte all’esterno, sono tra i territori maggiormente interessati dall’aumento delle temperature estreme.
Il tema della sicurezza sul lavoro si intreccia così con quello della crisi climatica, imponendo una riflessione sempre più urgente. Perché il caldo non rappresenta soltanto un disagio: quando supera determinate soglie può trasformarsi in un fattore di rischio concreto per la salute, incidendo sulla produttività, aumentando la probabilità di incidenti e mettendo a repentaglio la vita di migliaia di lavoratori ogni estate.










