Da una parte l’icona pugliese conosciuta in tutto il mondo. Dall’altra il rooftop calabrese che sta attirando sempre più visitatori sulla costa ionica.
Ogni territorio ha i suoi simboli.
La Puglia ha Grotta Palazzese.

La Calabria potrebbe aver trovato la sua nuova protagonista.
Negli ultimi mesi, infatti, un confronto inaspettato ha iniziato a comparire sempre più spesso sui social network, nei video pubblicati dai visitatori e nelle conversazioni tra chi è alla ricerca di esperienze uniche da vivere durante l’estate.
Il confronto è quello tra Grotta Palazzese, la celebre location scavata nella roccia a Polignano a Mare, e Terrazza Giuliani, il rooftop restaurant affacciato sul mare della costa ionica calabrese, a Mandatoriccio.

Due realtà profondamente diverse.
Una costruita all’interno di una grotta naturale sospesa sul mare Adriatico.
L’altra realizzata su una terrazza panoramica affacciata sullo Ionio, dove il tramonto diventa protagonista assoluto dell’esperienza.
Eppure il paragone continua a emergere.

Il motivo non è l’architettura.
Non è il menu.
Non è la posizione.
È l’emozione.
Entrambe le location sembrano condividere la capacità di trasformare una semplice cena in qualcosa che viene fotografato, raccontato e ricordato.
Da una parte c’è una delle destinazioni più iconiche del turismo italiano.
Dall’altra una realtà giovane che, nel giro di pochi mesi, è diventata uno dei luoghi più fotografati della costa ionica calabrese.

Mentre Grotta Palazzese rappresenta da anni un simbolo riconosciuto a livello internazionale, Terrazza Giuliani sta attirando l’attenzione di un numero crescente di visitatori provenienti da Calabria, Campania e Puglia.
Un fenomeno che molti attribuiscono alla crescente ricerca di esperienze autentiche, panorami spettacolari e luoghi capaci di offrire qualcosa di diverso dalla semplice ristorazione.
Il dibattito, nel frattempo, continua.
C’è chi sostiene che Grotta Palazzese rimanga irraggiungibile per storia, fama e prestigio.

C’è chi invece vede nella Terrazza Giuliani il simbolo di una Calabria nuova, ambiziosa e finalmente capace di proporre location in grado di competere nell’immaginario collettivo del turismo del Sud.
La vera domanda, però, forse non è quale delle due sia migliore.
La domanda è un’altra.
La Calabria è pronta ad avere una propria icona capace di attirare attenzione ben oltre i confini regionali?











