La vicenda di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto il 21 febbraio 2026 dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli, arriva a un nuovo passaggio formale. I genitori, Alfonso Antonio Caliendo e Patrizia Mercolino, hanno chiesto che la sottoscrizione dell’accordo transattivo con l’Azienda Ospedaliera dei Colli sia accompagnata da una conferenza stampa.
La richiesta è stata formalizzata attraverso l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia dall’inizio della vicenda. In una lettera indirizzata alla direzione dell’azienda ospedaliera, il legale chiede un momento pubblico che consenta di comunicare la conclusione della vertenza, nel rispetto dell’accordo e delle eventuali clausole di riservatezza.
L’obiettivo indicato dai genitori è quello di rendere pubblica la conclusione della vicenda civile e, contestualmente, ringraziare le parti e l’istituzione sanitaria per il percorso che ha portato alla definizione dell’accordo.
L’accordo sul risarcimento
La transazione era stata raggiunta tra la famiglia Caliendo-Mercolino e l’Azienda Ospedaliera dei Colli nell’agosto scorso. L’intesa ha consentito di definire in via bonaria la parte civile della vicenda.
L’importo dell’accordo è coperto da una clausola di riservatezza. La somma sarebbe stata stimata in circa 1,5 milioni di euro, a fronte di una richiesta iniziale di tre milioni, sulla base delle tabelle utilizzate per i sinistri e considerando sei beneficiari: i genitori, i due nonni e i due fratellini di Domenico.
L’accordo, tuttavia, non costituisce un’ammissione di responsabilità da parte dell’azienda ospedaliera. L’Azienda dei Colli aveva infatti precisato, attraverso il proprio legale, di riservarsi eventuali azioni di rivalsa nei confronti di chi dovesse essere ritenuto responsabile nell’ambito del procedimento penale.
La morte dopo il trapianto
Domenico era stato sottoposto il 23 dicembre 2025 a un trapianto di cuore al Monaldi. Il bambino è poi morto il 21 febbraio 2026.
Secondo quanto emerso nelle indagini, al centro degli accertamenti c’è anche la condizione del cuore destinato al bambino, arrivato da Bolzano e successivamente ritenuto inutilizzabile. L’inchiesta ha inoltre coinvolto due cardiochirurghi, Oppido e Bergonzoni, ai quali viene contestata anche la presunta falsificazione della cartella clinica. Entrambi erano stati sottoposti a una misura interdittiva per un anno, poi oggetto di impugnazione davanti al Tribunale del Riesame.
La vicenda penale è distinta dall’accordo transattivo raggiunto sul piano civile. Gli accertamenti tecnici sui due cuori, quello del bambino e quello giunto da Bolzano, costituiscono uno degli elementi dell’inchiesta.
Una vicenda che resta aperta sul piano penale
La definizione della controversia civile non chiude dunque l’intera vicenda giudiziaria. Il procedimento penale prosegue per accertare eventuali responsabilità individuali e ricostruire cosa sia accaduto nelle diverse fasi del trapianto.
Proprio per questo, già al momento dell’accordo, il legale della famiglia aveva sottolineato che la priorità era arrivare alla definizione della parte civile prima del processo penale. La mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, aveva spiegato che l’obiettivo principale non era l’entità economica del risarcimento, ma arrivare al procedimento penale senza dover affrontare anche un lungo processo civile.
Ora i genitori chiedono che anche la conclusione formale della transazione abbia una dimensione pubblica.
«Una comunicazione trasparente»
Nella lettera inviata alla direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, l’avvocato Petruzzi richiama la necessità di tutelare «l’immagine e gli interessi di tutte le parti coinvolte», garantendo una comunicazione trasparente e compatibile con lo spirito dell’accordo e con le eventuali clausole di riservatezza.
La conferenza stampa, nelle intenzioni della famiglia, dovrebbe quindi rappresentare un momento di chiusura della vertenza civile, senza sovrapporsi al procedimento penale ancora in corso.
Un passaggio che arriva dopo mesi di tensioni, confronti e accertamenti e che i genitori vogliono trasformare anche in un momento pubblico di memoria per Domenico e di ringraziamento verso quanti hanno contribuito alla definizione dell’accordo.
La storia giudiziaria, però, non è ancora arrivata alla sua conclusione: la transazione chiude il capitolo civile, mentre restano da accertare in sede penale eventuali responsabilità per la morte del bambino.








