Il 15 luglio 1997 il mondo perse uno dei suoi più grandi innovatori della moda. Gianni Versace, fondatore della maison che porta il suo nome, venne assassinato davanti alla sua villa di Miami Beach, in Florida, in un delitto destinato a diventare uno dei casi di cronaca più sconvolgenti degli anni Novanta.
Aveva 50 anni ed era all’apice della sua carriera. Le sue creazioni avevano rivoluzionato il concetto stesso di alta moda, trasformando le sfilate in eventi spettacolari e vestendo star internazionali come Lady Diana, Elton John, Madonna, Naomi Campbell e decine di celebrità che avevano contribuito a rendere il marchio Versace un simbolo del lusso italiano nel mondo.
L’agguato davanti a Casa Casuarina
Quella mattina Versace seguì la sua consueta routine. Poco dopo le 8 rientrava nella sua residenza, Casa Casuarina, dopo aver acquistato giornali e riviste in un bar poco distante.
Mentre apriva il cancello della villa, situata sulla celebre Ocean Drive, un uomo gli si avvicinò alle spalle e gli sparò due colpi di pistola alla testa, a distanza ravvicinata.
Lo stilista crollò sui gradini della propria abitazione. A soccorrerlo furono il compagno Antonio D’Amico e alcuni collaboratori presenti nella villa. Trasportato d’urgenza al Jackson Memorial Hospital, fu dichiarato morto poco dopo il ricovero.
Il killer era già ricercato dall’FBI
L’autore dell’omicidio era Andrew Cunanan, 27 anni, già inserito nella lista dei ricercati più pericolosi degli Stati Uniti.
Prima di uccidere Versace aveva già assassinato altre quattro persone in diversi Stati americani, dando vita a una lunga fuga che aveva impegnato FBI e polizie locali.
Otto giorni dopo l’omicidio dello stilista, il 23 luglio 1997, Cunanan venne trovato morto a bordo di una casa galleggiante a Miami: si era suicidato con la stessa arma utilizzata per assassinare Versace, ponendo fine alla più imponente caccia all’uomo dell’epoca.
Un movente mai chiarito del tutto
Nonostante le indagini, il movente dell’omicidio non è mai stato definitivamente chiarito.
Nel corso degli anni sono state avanzate numerose ipotesi. Alcuni investigatori ritennero che Cunanan avesse sviluppato una vera e propria ossessione per lo stilista; altri sostennero che i due si fossero incontrati occasionalmente anni prima nell’ambiente della comunità gay americana.
Nessuna di queste ricostruzioni è stata però confermata in modo definitivo e il caso continua a conservare alcuni aspetti irrisolti.
Il genio che cambiò la moda italiana
Nato a Reggio Calabria il 2 dicembre 1946, Gianni Versace aveva fondato la propria maison nel 1978 insieme ai fratelli Santo e Donatella.
Fu tra i primi stilisti a trasformare le modelle in vere e proprie superstar internazionali, contribuendo alla nascita del fenomeno delle “supermodel”. Le sue collezioni unirono arte classica, sensualità, colori vivaci e richiami alla cultura mediterranea, rendendo il marchio Versace uno dei più riconoscibili al mondo.
Dopo la sua morte, la direzione creativa della maison passò alla sorella Donatella, che ne ha raccolto l’eredità mantenendo vivo uno dei brand simbolo del Made in Italy.
Un delitto che segnò un’epoca
L’assassinio di Gianni Versace non rappresentò soltanto la tragica fine di uno dei più grandi stilisti italiani, ma divenne un evento destinato a segnare profondamente la storia della moda contemporanea.
A quasi trent’anni da quel 15 luglio 1997, il suo nome continua a essere sinonimo di creatività, innovazione e stile. E quel delitto, consumato sui gradini della sua villa di Miami, resta uno dei casi di cronaca nera più celebri e discussi del Novecento.










