Restano in carcere Giuseppe Triuolo ed Emanuele Iaccarino, i due uomini ritenuti dagli investigatori protagonisti della violenta rissa culminata con gli spari e con l’esibizione di un kalashnikov in piazzetta Montesanto, nel cuore di Napoli. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato i fermi eseguiti dalla Squadra Mobile, mentre è stata disposta la scarcerazione della donna coinvolta, non essendo stato convalidato il fermo nei suoi confronti.
Le immagini della sparatoria, riprese da numerosi passanti e diventate virali sui social, avevano mostrato un uomo esplodere colpi di pistola in aria e un secondo aggirarsi tra la folla impugnando un fucile d’assalto AK-47, seminando il panico tra residenti e turisti.
Chi sono i due arrestati
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Giuseppe Triuolo è l’uomo ripreso mentre spara in aria con una pistola al culmine della lite. Emanuele Iaccarino, invece, è ritenuto il soggetto immortalato nei video mentre percorre la piazza con un kalashnikov tra le mani, esplodendo alcuni colpi a scopo intimidatorio.
Contestualmente resta in carcere anche Gianluca Calvanese, arrestato in flagranza dopo il ritrovamento nella sua abitazione di una pistola clandestina con munizioni. La posizione della donna fermata nelle ore successive ai fatti, accusata inizialmente di aver nascosto l’arma utilizzata da Triuolo, è stata invece rivalutata dal gip, che ne ha disposto la liberazione.
La novità sul movente
Nelle ultime ore è emerso un elemento nuovo sul possibile movente.
Se inizialmente gli investigatori avevano mantenuto aperte diverse ipotesi – da dissidi legati ad attività illecite a possibili contrasti tra gruppi criminali – gli approfondimenti investigativi stanno dando peso anche a una vicenda di natura personale e sentimentale. Secondo quanto trapela dalle indagini, all’origine della violenta escalation ci sarebbe una donna contesa, con una lite degenerata fino all’utilizzo delle armi.
Gli inquirenti, tuttavia, non escludono che dietro il conflitto possano esservi anche ulteriori interessi criminali, considerato l’impiego di un’arma da guerra e le modalità tipiche di un’azione dimostrativa. Per questo motivo proseguono gli accertamenti per verificare eventuali collegamenti con le recenti tensioni registrate tra Montesanto e i Quartieri Spagnoli.
Indagini ancora aperte
La Squadra Mobile, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, è impegnata nell’identificazione di tutti i partecipanti alla rissa. Le persone coinvolte sarebbero circa una decina e i video acquisiti dagli investigatori rappresentano uno degli elementi principali dell’inchiesta. Restano inoltre da chiarire la provenienza del kalashnikov, recuperato e sequestrato dagli agenti, e il ruolo svolto da ciascun partecipante negli scontri.
L’inchiesta prosegue quindi su un doppio binario: da un lato ricostruire con precisione la dinamica della sparatoria e le responsabilità dei singoli indagati, dall’altro verificare se dietro quello che appare come un litigio nato per motivi personali possano celarsi equilibri e interessi criminali più ampi.










