È finito in manette di ritorno da Ibiza Raffaele Busiello detto ‘o spighetto, 30 anni compiuti lo scorso 18 giugno, accusato di aver pianificato e organizzato l’agguato costato la vita a Salvatore De Marco, nipote del boss Ciro Rinaldi, che sarebbe stato vittima di una vendetta trasversale.
Un omicidio che si colloca nell’ambito dell’eterna faida di Napoli est, tra i Mazzarella e i Rinaldi e che da decenni continua a sporcare di sangue le strade della periferia orientale di Napoli.
Busiello viene indicata come una figura apicale del clan Mazzarella-D’Amico, legata a filo doppio a Gesualdo Sartori detto “Alduccio”, genero del capo storico del clan D’Amico, Salvatore D’Amico, alias “o’ Pirata”. Diverse dichiarazioni di collaboratori di giustizia lo indicano inoltre come attuale reggente dell’organizzazione, a seguito della detenzione dei vertici storici. Sartori ha alle spalle una condanna per associazione mafiosa e per il tentato omicidio di Raffaele Maddaluno.
Gli investigatori sottolineano come la vicinanza tra Busiello e Sartori sia documentata da diversi riscontri di polizia giudiziaria. In più occasioni, infatti, i due sono stati controllati insieme o individuati nei medesimi contesti territoriali e logistici dell’area orientale della città.
Particolarmente significativo risulterebbe un episodio avvenuto il giorno precedente all’omicidio De Marco, quando Busiello avrebbe accompagnato Sartori all’aeroporto di Roma Fiumicino. Tale circostanza sarebbe stata riscontrata sia da controlli delle forze dell’ordine sia dai dati GPS di un veicolo in uso all’indagato.
A rafforzare il quadro indiziario vi sono numerose dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
Il collaboratore Edoardo Fiorentino Mammoliti, ex referente dei De Luca Bossa nel plesso di case popolari di via Matilde Serao a Caravita, ha riferito che, già dal 2023, Busiello avrebbe assunto un ruolo di rilievo nel controllo dell’area del Lotto O, imponendo le direttive economiche del clan De Micco e successivamente transitando nell’orbita del cartello De Micco–Mazzarella. Secondo il collaboratore, tale passaggio sarebbe avvenuto attraverso i rapporti con Gesualdo Sartori.
Ulteriori conferme arrivano da Giovanni Braccia, ex esponente del clan De Martino di Ponticelli e parente dei D’Amico di San Giovanni a Teduccio. Braccia ha indicato Busiello come soggetto di fiducia di Sartori, al quale sarebbe stato affidato anche il compito di gestire partite di stupefacenti. In particolare, Braccia riferisce che Busiello avrebbe consegnato circa due chilogrammi di cocaina per la successiva distribuzione sul territorio.
Anche altri collaboratori, tra cui Antonio Costabile e Salvatore Giuliano, confermano la centralità del clan D’Amico nell’assetto alleato con il gruppo Mazzarella, evidenziando la rete di rapporti parentali e criminali che ne sostiene la struttura.
Ulteriore riscontro proviene dalle attività tecniche di intercettazione. In una conversazione risalente allo scorso aprile, un soggetto coinvolto nelle indagini manifesta l’intenzione di rivolgersi a “Spighetto” — alias attribuito a Busiello Raffaele — per risolvere una questione legata a un’aggressione subita, sottolineando come questi fosse vicino al “Vicariello”, espressione utilizzata per indicare la roccaforte del clan D’Amico.
Nel dialogo emerge inoltre la percezione di Busiello come figura di riferimento in grado di interfacciarsi con livelli più alti dell’organizzazione, fino a soggetti indicati come vicini a Sartori.
Il materiale investigativo evidenzierebbe non solo la stabilità dei rapporti tra Busiello e i vertici dell’organizzazione, ma anche il suo presunto ruolo operativo all’interno di un sistema criminale più ampio, riconducibile al cartello D’Amico–Mazzarella.











