Un copione ormai collaudato, una rete organizzata come un vero e proprio call center criminale e cinque anziani finiti nel mirino nel giro di pochi giorni. Si è conclusa con l’arresto di un 46enne di Pomigliano d’Arco la serie di truffe ai danni degli anziani consumate e tentate tra Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento e Massa Lubrense.
I carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno arrestato Luigi Beneduce, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, ritenuto il “trasfertista” incaricato di raggiungere materialmente le abitazioni delle vittime per ritirare denaro e gioielli dopo le telefonate effettuate dai complici.
L’uomo è stato bloccato all’incrocio tra via Rota e via Califano, a Sorrento, mentre era in sella a uno scooter Honda SH bianco. Sul suo smartphone, ancora acceso al momento del controllo, erano aperti Google Maps e diverse chat WhatsApp utilizzate per condividere in tempo reale la posizione con gli altri componenti del gruppo.
Il collaudato copione della truffa
Secondo quanto ricostruito dai militari, l’organizzazione agiva come una centrale operativa specializzata nelle truffe agli anziani.
I telefonisti contattavano numeri fissi reperiti dagli elenchi telefonici, selezionando persone molto anziane e sole. Il primo interlocutore si spacciava per un nipote in difficoltà. Poco dopo entrava in scena un secondo complice che si presentava come maresciallo o comandante dei carabinieri.
La storia era sempre la stessa: un figlio, un nipote o un familiare era stato arrestato oppure si trovava nei guai per debiti o tasse non pagate. Per evitare conseguenze giudiziarie servivano immediatamente soldi o gioielli.
Mentre la vittima veniva trattenuta al telefono per impedirle di contattare parenti o forze dell’ordine, il “corriere” si metteva in viaggio per raggiungere l’abitazione e ritirare il bottino.
La truffa riuscita a una donna di 88 anni
L’unico colpo andato a segno risale al 18 giugno scorso.
Vittima una donna di 88 anni residente a Sant’Agnello. Dopo aver ricevuto la telefonata di un sedicente nipote che le raccontava dell’arresto di alcuni familiari, l’anziana aveva raccolto tutto ciò che possedeva: 500 euro in contanti e numerosi gioielli custoditi da una vita.
Tra gli oggetti consegnati anche la fede matrimoniale con incisa la data del cinquantesimo anniversario di nozze.
Il valore complessivo del bottino è stato stimato tra i 12 e i 15 mila euro.
All’uscio si era presentato un uomo calvo, con barba incolta e alcuni denti mancanti, qualificatosi come “maresciallo”. Dopo aver controllato il contenuto della busta verde preparata dalla donna, si era allontanato facendo perdere le proprie tracce.
Solo qualche ora dopo l’anziana ha scoperto di essere stata truffata.
Le altre quattro vittime si salvano
Nei giorni successivi il gruppo ha tentato di colpire ancora.
A Piano di Sorrento una donna di 76 anni aveva già preparato i gioielli richiesti dai truffatori per “salvare” la figlia e il genero da presunti problemi fiscali. L’intervento del marito ha però evitato la consegna.
Un’altra anziana di 91 anni ha smascherato immediatamente il raggiro rispondendo al falso nipote con una frase diventata decisiva: “Io non ho nipoti”.
Una terza donna si è accorta dell’inganno durante la conversazione e ha interrotto la telefonata.
Particolarmente significativa la vicenda di una 82enne assistita dalla figlia Filomena, che ha intuito subito la truffa e ha iniziato a registrare la conversazione.
La telefonata registrata
L’audio acquisito dai carabinieri documenta in maniera impressionante le tecniche utilizzate dai truffatori.
Filomena ha finto di essere la madre anziana mentre il falso nipote cercava di convincerla che il padre stesse per finire in carcere a causa di tasse non pagate.
Il truffatore insisteva sulla necessità di consegnare immediatamente 7.500 euro oppure gioielli in oro, traducendo addirittura la cifra in lire per rendere più credibile il racconto a una persona anziana.
La registrazione ha fornito ulteriori elementi investigativi utili per ricostruire il funzionamento dell’organizzazione.
Le telecamere e il riconoscimento
Le indagini sono partite proprio dalla truffa consumata del 18 giugno.
Le immagini della videosorveglianza hanno immortalato il momento in cui il presunto corriere entra nel condominio della vittima, indica il quarto piano con un gesto della mano e successivamente esce stringendo la busta contenente denaro e preziosi.
L’analisi dei filmati ha consentito di individuare anche la targa dello scooter utilizzato, un Honda SH noleggiato presso una società della provincia di Mantova.
La fotografia estrapolata dai video è stata diffusa a tutte le stazioni dei carabinieri del Napoletano. I militari di Marigliano hanno riconosciuto senza esitazioni il volto di Luigi Beneduce.
Il blitz e l’arresto
Quando il 24 giugno lo scooter è stato nuovamente segnalato in ingresso nella Penisola Sorrentina, i carabinieri hanno predisposto un servizio mirato di osservazione.
Alle 11.15 il 46enne è stato fermato prima che potesse raggiungere una nuova vittima.
Nel telefono gli investigatori hanno trovato la posizione condivisa in tempo reale con altri soggetti e conversazioni con un contatto identificato come il possibile basista dell’organizzazione.
Per Beneduce sono così scattate le manette e il trasferimento in carcere su disposizione della Procura di Torre Annunziata.
Un fenomeno che continua a colpire
L’arresto rappresenta un importante risultato investigativo, ma conferma anche quanto il fenomeno delle truffe agli anziani continui a essere diffuso e organizzato.
Dietro la telefonata che arriva improvvisamente sul telefono fisso non ci sono improvvisatori, ma gruppi strutturati che sfruttano paura, solitudine e fragilità emotiva delle vittime.
In questo caso il tempestivo intervento dei carabinieri ha evitato che altre famiglie perdessero ricordi, risparmi e beni custoditi per una vita intera. Ma la vicenda dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale parlare con gli anziani, informarli e ricordare una regola semplice: nessun carabiniere, nessun avvocato e nessun funzionario pubblico chiederà mai denaro o gioielli per risolvere problemi giudiziari di un familiare.










