Due uomini che si muovono all’interno di una proprietà privata in piena sera, a volto scoperto e senza apparenti intenzioni di furto. Sono le immagini diffuse dalla giornalista Luciana Esposito, direttrice di “Napolitan”, da anni impegnata nel racconto della criminalità organizzata a Napoli Est e sotto scorta da maggio del 2025.
Il video, registrato dalle telecamere di videosorveglianza installate presso la sua abitazione, mostra due persone che si introducono nel giardino della cronista intorno alle 21.20. Una presenza che ha immediatamente destato preoccupazione e che ha spinto la giornalista a rendere pubbliche le immagini.
«Ho scelto di pubblicare questo video perché non posso e non devo restare in silenzio», ha spiegato Esposito, invitando cittadini, colleghi e associazioni a diffondere il filmato affinché quanto accaduto non venga sottovalutato.
Ciò che inquieta maggiormente la giornalista è la dinamica dell’accaduto.
I due uomini non avevano con sé attrezzi da scasso, non indossavano travisamenti e non sembravano interessati a sottrarre oggetti presenti nella proprietà.
Un dettaglio che legittima la cronista a ritenere che non si sia trattato di un comune tentativo di furto.
«A me è sembrato un sopralluogo», ha dichiarato, sottolineando come la presenza dei due sconosciuti nel suo giardino assuma un significato particolarmente delicato alla luce delle minacce e delle intimidazioni subite negli ultimi anni e negli ultimi mesi.
Luciana Esposito da oltre dieci anni racconta le dinamiche criminali, le piazze di spaccio, le faide tra clan e le trasformazioni sociali della periferia orientale di Napoli.
Un lavoro che le è costato aggressioni fisiche, campagne diffamatorie e ripetute minacce.
Nel corso degli anni la giornalista è stata vittima di intimidazioni provenienti da ambienti criminali legati ai clan operanti a Ponticelli e nell’area orientale del capoluogo. Una situazione che ha portato il Ministero dell’Interno a disporre nei suoi confronti una misura di protezione con scorta armata.
L’episodio rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che continua a porre interrogativi sulla sicurezza dei giornalisti impegnati nel racconto delle mafie e della criminalità organizzata.
Le immagini sono ora al vaglio delle forze dell’ordine, impegnate nell’identificazione dei due uomini ripresi dalle telecamere.
Le immagini diffuse in queste ore non raccontano soltanto una violazione di domicilio. Raccontano il peso quotidiano che possono avere minacce e intimidazioni sulla vita di una giornalista che da anni continua a svolgere il proprio lavoro nonostante aggressioni, pressioni e una vita sotto protezione.
Per questo la diffusione del video assume un significato che va oltre il singolo episodio: è una richiesta di attenzione, di vigilanza e di sostegno nei confronti di chi continua a difendere il diritto all’informazione anche nei contesti più difficili.










