Più uomini delle forze dell’ordine, nuove tecnologie e un potenziamento della videosorveglianza. Sono queste le principali misure annunciate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in Prefettura a Napoli, dopo i gravi episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nel capoluogo campano, a partire dalla sparatoria di Montesanto e dalle cosiddette “stese”.
Al tavolo, durato oltre due ore e mezza, hanno partecipato il prefetto Michele di Bari, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il sindaco Gaetano Manfredi, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il procuratore generale Aldo Policastro, i vertici delle Procure di Napoli Nord e Torre Annunziata, la presidente della Corte d’Appello e i rappresentanti delle principali forze di polizia. Un confronto interistituzionale finalizzato a definire una strategia condivisa per contrastare la diffusione delle armi e prevenire nuove escalation di violenza.
Piantedosi: “Napoli non vive un’emergenza, ma servono interventi mirati”
Il ministro ha voluto innanzitutto evitare rappresentazioni allarmistiche della situazione cittadina.
«Non siamo agli anni dell’emergenza acuta della criminalità a Napoli. Se guardiamo i dati statistici, la città non registra particolari questioni di sicurezza. Ci sono stati però episodi che abbiamo analizzato e che ci consigliano di fare qualcosa in particolare», ha dichiarato Piantedosi al termine della riunione.
Il riferimento è agli episodi che hanno destato maggiore preoccupazione nelle ultime settimane, tra cui l’uomo immortalato mentre impugnava un fucile mitragliatore tra le strade di Montesanto e le ripetute “stese” registrate in diversi quartieri della città.
«L’attenzione è stata focalizzata sulla ricorrente presenza di armi, talvolta anche tra ragazzi. Ci siamo chiesti cosa si può fare di più», ha aggiunto il titolare del Viminale.
In arrivo 140 nuove unità tra Polizia e Carabinieri
Dal vertice è arrivato un primo impegno concreto.
Entro poche settimane l’area metropolitana di Napoli sarà rafforzata con 140 nuove unità tra Polizia di Stato e Carabinieri, alle quali si aggiungeranno anche uomini della Guardia di Finanza.
Un incremento degli organici che si inserisce in un piano più ampio già avviato dal Ministero dell’Interno.
«In un anno e mezzo abbiamo assegnato all’area metropolitana 1.532 unità appartenenti alle tre forze di polizia. È la testimonianza dell’attenzione riservata a questo territorio», ha ricordato Piantedosi.
Tre milioni di euro per la videosorveglianza
Accanto al rafforzamento degli organici, il Governo punta anche sulla tecnologia.
Durante il vertice è stato annunciato un protocollo d’intesa che consentirà di incrementare il sistema di videosorveglianza cittadino attraverso un investimento di circa 3 milioni di euro, finanziato anche con fondi di coesione.
Il progetto prevede il completamento dell’installazione di 352 nuove telecamere, che si aggiungeranno alle circa 900 già operative sul territorio cittadino. L’obiettivo è aumentare la capacità di prevenzione e di ricostruzione investigativa, soprattutto nelle aree considerate più esposte ai fenomeni criminali.
Manfredi: “Servono misure strutturali”
Il sindaco Gaetano Manfredi, che già nei giorni precedenti aveva chiesto un rafforzamento dell’azione dello Stato dopo i fatti di Montesanto, ha ribadito la necessità di interventi non limitati all’emergenza.
«Il Comitato per l’ordine e la sicurezza sarà utile ad adottare misure strutturali in alcune zone della città dove chiaramente ci vuole un forte impegno da parte dello Stato centrale», aveva dichiarato alla vigilia del vertice.
Per il primo cittadino, la risposta alla criminalità deve essere costruita attraverso una stretta collaborazione tra amministrazione comunale, Governo, magistratura e forze dell’ordine, affiancando al controllo del territorio anche interventi di rigenerazione urbana e inclusione sociale.









