Una visita storica, carica di dolore ma anche di speranza. Papa Leone XIV è arrivato ad Acerra stamane sabato 23 maggio, per incontrare le popolazioni della Terra dei Fuochi, segnando la prima visita di un Pontefice nelle aree campane devastate per anni da roghi tossici, smaltimento illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.
Davanti ai familiari delle vittime e a migliaia di fedeli, il Papa ha pronunciato parole durissime contro chi ha devastato il territorio:
“Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”.
La visita nella Terra dei Fuochi
Il Pontefice è atterrato nella mattinata al campo sportivo Arcoleo di Acerra, accolto dal vescovo Antonio Di Donna, dalle autorità civili e religiose e da migliaia di cittadini radunati lungo le strade della città.
La visita si è svolta in due momenti principali: l’incontro nella Cattedrale con i familiari delle vittime dell’inquinamento ambientale; il successivo appuntamento pubblico con sindaci e fedeli provenienti dai comuni della Terra dei Fuochi.
Per Acerra e per l’intera area nord di Napoli si è trattato di un evento simbolico senza precedenti, atteso da anni soprattutto dalle associazioni ambientaliste e dai comitati delle famiglie colpite da tumori e malattie legate all’inquinamento.
“Scardinare la cultura della prepotenza”
Nel suo discorso, Papa Leone XIV ha denunciato apertamente il sistema di interessi che ha avvelenato il territorio campano.
Il Pontefice ha parlato di “oscuri interessi”, “indifferenza verso il bene comune”, una “cultura della prepotenza e del privilegio” da scardinare.
Secondo il Papa, la devastazione ambientale non è stata soltanto una tragedia ecologica, ma anche una ferita sociale e morale:
“Un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza ha avvelenato l’ambiente naturale e sociale”.
Parole che hanno colpito profondamente i presenti, soprattutto le famiglie che da anni chiedono verità e giustizia per le morti sospette legate ai veleni della Terra dei Fuochi.
La commozione del vescovo Di Donna
Particolarmente intenso l’intervento del vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, che durante il suo saluto si è commosso parlando delle vittime dell’inquinamento ambientale.
Il presule ha ribadito la necessità di continuare a cercare la verità: “Dobbiamo la verità alle vittime della Terra dei Fuochi”.
Da anni Di Donna è tra le voci ecclesiali più impegnate sul fronte ambientale e sociale nel territorio campano, portando avanti battaglie contro i roghi tossici e l’avvelenamento delle campagne.
Don Patriciello: “Basta morti”
Tra i presenti anche Maurizio Patriciello, da anni simbolo della denuncia contro i disastri ambientali nella Terra dei Fuochi. Il sacerdote ha accolto la visita del Pontefice come un momento storico: “Basta morti”, ha dichiarato alla stampa.
Don Patriciello rappresenta da tempo una delle figure più esposte nella denuncia dei traffici illeciti di rifiuti e delle conseguenze sanitarie che hanno colpito intere comunità tra Napoli e Caserta.
“Un esercito di pace”
Nonostante la durezza della denuncia, il Papa ha voluto lasciare anche un messaggio di speranza.
Leone XIV ha parlato della possibilità di costruire:
“un esercito di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra”.
Ha inoltre ringraziato cittadini, associazioni, sacerdoti, volontari, comunità locali che negli anni hanno scelto di reagire all’emergenza ambientale attraverso l’impegno civile e sociale.
Il richiamo alla Laudato Si’
La visita di Acerra arriva a undici anni dalla pubblicazione della Laudato si’, l’enciclica ambientalista di Papa Francescoche proprio nella Terra dei Fuochi avrebbe voluto recarsi prima che il viaggio fosse annullato durante la pandemia.
Papa Leone XIV ha ricordato quel desiderio del predecessore, definendo Acerra e la Terra dei Fuochi una ferita aperta che interpella non soltanto la Campania, ma l’intero Paese.
Per molte famiglie presenti, la visita del Pontefice ha rappresentato soprattutto questo: il riconoscimento pubblico di un dolore che per anni è rimasto inascoltato.









