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Morte Chiara Jaconis, chiesto il processo per i genitori del minore che lanciò la statuetta: “Non vigilarono”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
21 Aprile, 2026
in Cronaca, In evidenza
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Turista colpita alla testa ai Quartieri Spagnoli: individuata la casa dalla quale è caduta la statua che l’ha uccisa
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La morte di Chiara Jaconis, turista 30enne originaria di Padova, resta una delle vicende più drammatiche e controverse avvenute degli ultimi anni a Napoli. Oggi, a distanza di tempo, la giustizia prova a fare chiarezza su responsabilità e omissioni.

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La tragedia nei Quartieri Spagnoli

Il 15 settembre 2024 Chiara si trovava nei Quartieri Spagnoli insieme al fidanzato quando è stata colpita alla testa da una statuetta precipitata da un balcone. Ricoverata in condizioni gravissime, è morta dopo due giorni di agonia. 

Le indagini hanno ricostruito che l’oggetto, uno dei due manufatti ornamentali lanciati dall’alto, sarebbe stato fatto cadere da un ragazzino.

Il minore non imputabile

Il presunto autore materiale è un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva meno di 14 anni. Per questo motivo, il Tribunale per i minorenni ha stabilito il non luogo a procedere: non è imputabile per età. 

Una decisione che ha chiuso il capitolo giudiziario nei confronti del minore, ma non quello complessivo della vicenda.

L’accusa ai genitori: “omessa vigilanza”

L’attenzione della Procura di Napoli si è quindi spostata sui genitori del ragazzo. Nei loro confronti è stato contestato il reato di omicidio colposo per omessa vigilanza. 

Secondo gli inquirenti, il comportamento del figlio non sarebbe stato un episodio isolato. In passato avrebbe già lanciato oggetti dal balcone, segnalando una condotta pericolosa. Nonostante ciò, i genitori, secondo l’ipotesi accusatoria, non avrebbero adottato misure sufficienti per impedirgli di accedere al balcone o maneggiare oggetti potenzialmente letali. 

Ora si va verso la richiesta di rinvio a giudizio: sarà un giudice a stabilire se ci sono responsabilità penali.

La difesa: “Siamo estranei”

Di fronte alle accuse, la posizione della famiglia è netta. I genitori si dichiarano totalmente estranei ai fatti.

Sostengono di non aver mai perso di vista i figli e contestano anche la ricostruzione tecnica della Procura, arrivando a mettere in dubbio che l’oggetto sia partito proprio dal loro balcone. 

Una linea difensiva che punta a smontare sia la dinamica sia il presupposto della mancata vigilanza.

Il dolore e la richiesta di giustizia

Dall’altra parte resta il dolore della famiglia di Chiara. Il padre ha più volte chiesto verità e responsabilità, sottolineando come, oltre alla giustizia, manchi ancora un gesto umano: delle scuse. 

Un’assenza che pesa quanto le lunghe indagini.

Il caso Jaconis è diventato emblematico per diversi motivi: perché mette al centro il tema della responsabilità genitoriale, perché mostra quanto possa essere sottile il confine tra fatalità e negligenza e perché racconta una morte avvenuta in pieno giorno, in una città viva, davanti a testimoni.

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