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Uccise genero e nuora a colpi di pistola: ergastolo definitivo per il duplice omicidio di Sant’Antimo

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
24 Aprile, 2026
in Cronaca
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È definitiva la condanna all’ergastolo per il duplice omicidio avvenuto l’8 giugno 2023 a Sant’Antimo, nel Napoletano. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, rendendo irrevocabile la pena inflitta a Raffaele Caiazzo, responsabile dell’uccisione del genero Luigi Cammisa e della nuora Maria Brigida Pesacane. 

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Con il verdetto della Suprema Corte si chiude definitivamente l’iter giudiziario. L’uomo è stato condannato all’ergastolo con isolamento diurno per 30 mesi, pena già stabilita nei precedenti gradi di giudizio e ora confermata senza possibilità di ulteriori ricorsi. 

I giudici hanno ritenuto pienamente valide le conclusioni raggiunte in appello, respingendo le contestazioni della difesa.

I fatti risalgono alla mattina dell’8 giugno 2023. In poche ore, Caiazzo uccise due persone legate direttamente alla sua famiglia: Luigi Cammisa, 29 anni, marito della figlia, Maria Brigida Pesacane, 23 anni, moglie del figlio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo utilizzò una pistola detenuta illegalmente e colpì prima il genero in strada, mentre si stava recando al lavoro, e poi la nuora all’interno della sua abitazione. 

Alla base del gesto, secondo quanto emerso durante le indagini e i processi, ci sarebbero stati sospetti infondati di una relazione tra le due vittime. 

Una convinzione che non ha trovato riscontri nelle verifiche investigative, ma che avrebbe spinto Caiazzo a compiere il duplice omicidio.

In altre ricostruzioni, l’uomo avrebbe anche lamentato difficoltà nei rapporti familiari e nella gestione dei nipoti, elementi che avrebbero contribuito ad alimentare tensioni già presenti nel contesto domestico.

Dopo aver compiuto i due omicidi, Caiazzo si presentò spontaneamente ai carabinieri, costituendosi poche ore dopo i fatti. 

Nel corso degli interrogatori ammise le proprie responsabilità, fornendo una ricostruzione che ha contribuito a chiarire rapidamente la dinamica del delitto.

Il processo si è sviluppato in più fasi: nel 2024, in primo grado, Caiazzo era stato condannato all’ergastolo, pena confermata anche in appello nel 2025, mentre il verdetto odierno ha dichiarato inammissibile il ricorso in Cassazione, pertanto la condanna è definitiva.

Con l’ultima decisione della Suprema Corte, il caso è stato definitivamente chiuso dal punto di vista giudiziario.

Il duplice omicidio ha lasciato un segno profondo nelle famiglie coinvolte, anche perché le vittime erano genitori di bambini piccoli, rimasti senza uno o entrambi i genitori. 

Durante il processo, diversi familiari si sono costituiti parte civile, chiedendo giustizia per quanto accaduto.

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