Proseguono senza esito le ricerche di Francesco Vorraro, imprenditore di circa 60 anni attivo nel settore alimentare, di cui non si hanno più notizie dalla metà di febbraio. Il caso, che si sta progressivamente trasformando in un vero e proprio giallo, è seguito dai carabinieri sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
L’uomo, residente a Somma Vesuviana e originario di Poggiomarino, è scomparso nel nulla dopo aver comunicato ai familiari che avrebbe fatto tardi al lavoro. Da quel momento si sono perse completamente le sue tracce e i parenti hanno presentato denuncia, facendo partire le indagini.
A distanza di oltre due mesi, non è emerso alcun elemento decisivo per chiarire cosa sia accaduto.
Uno degli elementi più rilevanti dell’inchiesta è il ritrovamento della vettura dell’imprenditore nella zona industriale di Sarno, in provincia di Salerno.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno mostrato che l’auto è stata portata lì da due persone, i soggetti si sono poi allontanati a bordo di un’altra vettura e una terza persona potrebbe averli aiutati nella fuga. Negli ultimi giorni le operazioni si sono concentrate nell’area vesuviana, in particolare nel territorio di Terzigno, lungo via Zabatta.
Sul posto sono impegnati i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, i vigili del fuoco, le unità cinofile specializzate, mezzi meccanici, tra cui escavatori. Le ricerche si stanno concentrando su terreni e aree rurali, probabilmente individuati sulla base di indicazioni investigative recenti.
Gli investigatori stanno setacciando la zona palmo a palmo, ma finora senza risultati concreti. Questo dettaglio ha rafforzato l’ipotesi che dietro la scomparsa possa esserci il coinvolgimento di altre persone.
Al momento, gli investigatori non escludono alcuna pista.
Tra gli elementi al vaglio: la vita professionale dell’imprenditore, eventuali rapporti economici o personali, contatti recenti prima della scomparsa. In passato Vorraro era stato coinvolto in un’indagine sul clan Giugliano di Poggiomarino con l’accusa di riciclaggio, ma era stato successivamente scagionato. Questo precedente viene ora rivalutato dagli inquirenti per capire se possa avere collegamenti con la sua sparizione.
Con il passare delle settimane, la vicenda assume contorni sempre più intricati. Il ritrovamento dell’auto e l’assenza di tracce dirette rendono difficile ricostruire gli ultimi movimenti dell’imprenditore.
Le ricerche proseguono nel massimo riserbo, mentre la comunità locale resta in attesa di sviluppi.











