Nuovi sviluppi sul fronte giudiziario che coinvolge l’Azienda Ospedaliera dei Colli e il presidio Ospedale Monaldi. Dopo il caso del piccolo Domenico, emergono ulteriori vicende che aggravano il quadro.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Francesco Petruzzi, sarebbero almeno tre i casi di bambini deceduti per cause riconducibili a infezioni ospedaliere, per i quali è stata avanzata una richiesta risarcitoria complessiva pari a 10 milioni di euro.
Al centro delle nuove contestazioni vi sarebbe la presenza di un batterio nosocomiale, ovvero contratto all’interno della struttura sanitaria.
«Si tratta di decessi causati da un’infezione contratta in ospedale», sostiene il legale, che parla di un quadro preoccupante e di responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Le infezioni nosocomiali rappresentano uno dei rischi più gravi in ambito sanitario, soprattutto per pazienti fragili come i bambini.
La cifra complessiva avanzata – 10 milioni di euro – riguarda tre distinti casi e si aggiunge alle richieste già formulate per la morte del piccolo Domenico.
Secondo la difesa, si tratterebbe di vicende accomunate da elementi analoghi, su cui ora si attendono gli esiti degli accertamenti giudiziari. Le vicende sono al vaglio dell’autorità giudiziaria, chiamata a chiarire eventuali responsabilità sia sul piano individuale che su quello organizzativo. L’attenzione è rivolta in particolare alle procedure interne, ai protocolli di sicurezza e alla gestione del rischio infettivo all’interno della struttura.
Dopo la morte di Domenico, la situazione appare dunque più ampia e complessa di quanto emerso inizialmente. Le nuove accuse rilanciano il tema della sicurezza nelle strutture sanitarie e della prevenzione delle infezioni ospedaliere, soprattutto nei reparti più delicati.
Al momento, le richieste della difesa rappresentano una posizione accusatoria che dovrà essere verificata nel corso delle indagini. Sarà la magistratura a stabilire eventuali responsabilità e a chiarire se esista un collegamento tra i diversi casi segnalati. Nel frattempo, resta alta l’attenzione su una vicenda che continua a sollevare interrogativi profondi sulla sicurezza e sulla gestione sanitaria.











