Prosegue il lungo iter giudiziario legato alla morte di Donato Monopoli, il giovane di 26 anni di Cerignola (Foggia) deceduto nel 2019 dopo essere stato vittima di un violento pestaggio al di fuori di una discoteca a Foggia. La Corte di Assise d’Appello di Bari ha rinviato la pronuncia della sentenza nel procedimento d’appello bis, fissando la nuova udienza con dispositivo e decisione definitiva a luglio prossimo.
Donato Monopoli era stato colpito brutalmente nell’ottobre 2018 all’esterno di una discoteca insieme ad alcuni amici. Le gravi ferite riportate a seguito dell’aggressione lo portarono al coma e, dopo circa sette mesi, al decesso nel maggio 2019. Il caso ha suscitato sin dall’inizio grande commozione e attenzione mediatica per l’estrema violenza dell’episodio e per la giovane età della vittima.
Nel corso degli anni, il processo ha subito diversi sviluppi: in primo grado, la Corte d’Assise di Foggia aveva condannato i due imputati, Francesco Stallone e Michele Verderosa, a pene elevate (15 anni e 6 mesi per Stallone e 11 anni e 4 mesi per Verderosa). In appello la sentenza era stata derubricata da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale, con conseguente riduzione delle pene. Tuttavia, nella primavera del 2025 la Cassazione ha annullato questa sentenza di secondo grado e ha disposto un nuovo appello bis, ritenendo necessario un ulteriore approfondimento delle prove e della ricostruzione dei fatti.
L’ultimo sviluppo riguarda proprio la fase di appello bis: la Corte di Assise di Bari, nel corso delle udienze preliminari, ha deciso di rinviare la pronuncia della sentenza definitiva a luglio 2026, per consentire ulteriori approfondimenti e chiarimenti su aspetti tecnici del processo. La decisione è stata presa per questioni procedurali e per motivi tecnici connessi al caso in esame, così da garantire un giudizio completo e fondato.
Per i genitori di Donato, ogni rinvio rappresenta una ferita aperta che si riapre. In una lettera resa pubblica alla vigilia della nuova fase giudiziaria, la famiglia ha descritto il lungo calvario umano e giudiziario: quasi otto anni di attesa, silenzi e rinvii, in cui la ricerca di verità e giustizia non si è mai fermata. I familiari hanno ribadito il loro desiderio di una sentenza che finalmente riconosca pienamente la responsabilità di chi ha tolto la vita a Donato e che renda giustizia alla memoria del loro figlio.
La vicenda di Donato Monopoli ha suscitato riflessioni più ampie sulla violenza giovanile, sulla sicurezza nei luoghi della movida e sulla lentezza dei processi in Italia. Anche per questo motivo, ogni nuova udienza e ogni rinvio sono seguiti con grande attenzione non solo dalla famiglia, ma anche dalla comunità locale e da molte persone che vedono nella conclusione definitiva del procedimento una sorta di punto di riferimento per la tutela delle vittime di reati violenti.











