La Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli interviene per fare chiarezza dopo le numerose richieste di chiarimento arrivate in seguito alla diffusione di informazioni ritenute inesatte, sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello tecnico-ospedaliero, in merito alla sospensione dell’attività trapiantologica pediatrica e alla riorganizzazione della cardiochirurgia pediatrica presso l’Ospedale Monaldi di Napoli.
Secondo quanto precisato dall’Azienda, l’attività trapiantologica pediatrica è stata sospesa con provvedimento protocollo n. 3867 del 5 febbraio, adottato a seguito degli accertamenti condotti dopo il tragico evento che ha colpito il piccolo paziente Domenico Caliendo. La decisione è stata presa dopo aver verificato che, in quel momento, non risultavano altri bambini inseriti nella lista d’attesa per trapianto pediatrico.
Successivamente, la sospensione dei due cardiochirurghi coinvolti nella vicenda – primario e aiuto – ha avuto inevitabili ripercussioni sull’intera attività di cardiochirurgia pediatrica della struttura.
Per garantire comunque la continuità dell’assistenza, l’Azienda ha avviato innanzitutto una verifica interna per valutare la possibilità di sostituire i professionisti sospesi con personale già in servizio. L’analisi è stata effettuata sulla base delle schede di dimissione ospedaliera (SDO), strumento che consente di ricostruire l’attività clinica svolta dai medici e il numero di interventi eseguiti come primo operatore.
I dati, riportati negli allegati alla delibera n. 174 del 10 marzo 2026 e pubblicati sul portale aziendale, hanno evidenziato che nessuno dei cardiochirurghi presenti in organico possiede un numero di interventi sufficiente a garantire, in piena autonomia e con adeguati standard di sicurezza, l’esecuzione di procedure di cardiochirurgia pediatrica in qualità di primo operatore.
La Direzione dell’Azienda sottolinea infatti che la cardiochirurgia pediatrica è una disciplina ad altissima complessità, che richiede un livello di esperienza clinica estremamente elevato, maturato attraverso un’ampia casistica di interventi. In questo senso, pochi interventi realizzati in un arco temporale di sette anni – tra il 2017 e il 2024 – su pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni non possono essere considerati un volume di attività adeguato a garantire autonomia operativa e standard di sicurezza.
Parallelamente, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha già avviato procedure di mobilità e bandi di concorso finalizzati al reclutamento di professionisti con l’esperienza documentata necessaria per svolgere questo tipo di attività. Tali procedure sono attualmente in corso.
Nel frattempo, per assicurare la continuità assistenziale ai piccoli pazienti cardiopatici che necessitano di interventi chirurgici, è stata attivata una convenzione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. La scelta della struttura romana è stata motivata sia dalla relativa prossimità territoriale sia dai consolidati rapporti di collaborazione e interscambio professionale già esistenti tra i due ospedali.
Secondo quanto evidenziato dalla Direzione, tale accordo si è reso indispensabile anche perché in Campania non esiste attualmente alcun altro centro di cardiochirurgia pediatrica attivo, né presso l’Ospedale Santobono Pausilipon né nei policlinici universitari della regione.
L’Azienda ha quindi espresso un ringraziamento ai professionisti dell’ospedale della Santa Sede che hanno accettato di garantire il loro supporto e che sono già presenti a Napoli per affiancare l’attività dell’Ospedale Monaldi.
Infine, la Direzione ribadisce che tutti i provvedimenti adottati dall’Azienda Ospedaliera dei Colli si fondano esclusivamente sull’analisi dei dati relativi ai volumi di attività e agli esiti clinici. In questo contesto, viene ricordato anche che l’esistenza della UOSD “Assistenza meccanica al circolo e trapianti nei pazienti adolescenti” non risultava giustificata né dai livelli di attività registrati né dai dati di sopravvivenza rilevati, risultando inoltre in contrasto con quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni del 2018.
La legittimità della rimodulazione organizzativa adottata nel 2024 è stata peraltro confermata anche in sede giudiziaria: l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha infatti ottenuto una pronuncia favorevole dalla magistratura in occasione di un ricorso presentato contro tale riorganizzazione.
L’obiettivo, conclude la Direzione, resta quello di garantire la massima sicurezza per i pazienti e di assicurare servizi sanitari di elevata qualità, basati su competenze cliniche adeguate e su standard organizzativi conformi alla normativa nazionale.











