La tragica morte di Gaetano Russo, 60 anni, ha lasciato profondamente scossa l’intera comunità di Sarno: il panettiere è stato ucciso a coltellate nel suo negozio nella notte tra il 2 e il 3 febbraio. Russo non era solo un commerciante: era una presenza benvoluta e radicata nel tessuto sociale della città.
Russo era titolare di una panetteria e alimentari nel centro di Sarno, dove trascorreva gran parte delle sue giornate lavorando dietro al bancone e facendo pulizia nel locale. La bottega non era soltanto un luogo di lavoro, ma un punto di riferimento per molti cittadini: Russo era “sempre lì”, con la sua attività aperta spesso oltre gli orari tradizionali e persino accessibile di notte grazie a un citofono che rispondeva affettuosamente ai clienti, come ricordano amici e clienti.
I residenti lo descrivono come “un uomo buono come il pane che produceva”, umile, disponibile e sempre pronto a soddisfare le esigenze della sua clientela. La sua bottega era un simbolo di quotidianità e di impegno costante: non esistevano festività o orari di chiusura che lo tenessero lontano dal lavoro, e chi lo conosceva parla di una persona “stimata e benvoluta” in città.
A differenza di molte attività moderne, Russo viveva anche sopra il negozio, rafforzando quel legame tra la sua vita privata e quella lavorativa. La sua presenza costante nel quartiere, tra sorrisi, chiacchiere con i clienti e l’odore del pane appena sfornato, lo aveva reso un volto familiare, apprezzato da varie generazioni di sarnesi.
Il sindaco di Sarno, Francesco Squillante, ha sottolineato come la città si sia svegliata “con una tragedia che lascia senza parole”, ribadendo che la vittima era considerata un “uomo perbene”, un padre di famiglia impegnato con dedizione nella sua attività.
La morte di Russo ha scosso profondamente Sarno. Non solo per la violenza con cui è stato colpito, ma soprattutto perché si tratta di un omicidio consumato nella notte, all’interno di un esercizio che rappresentava sicurezza, lavoro e normalità per tanti.
Le autorità hanno già fermato un 33enne con precedenti di polizia nel negozio al momento del ritrovamento del cadavere, ma resta ancora da chiarire il movente: gli inquirenti stanno valutando se si sia trattato di un tentativo di rapina degenerato o di una lite finita tragicamente.
Come spesso accade in casi così dolorosi, il racconto della vita quotidiana di Gaetano Russo, un uomo che, con il suo lavoro, ha servito un’intera comunità, è ciò che resta impresso nei ricordi di chi lo ha conosciuto.










