In data odierna, giovedì 29 gennaio, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, con il supporto dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP nei confronti di 12 soggetti, ritenuti gravemente indiziati dei reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Il provvedimento è stato eseguito nelle province di Salerno, Napoli e Caserta e prevede 8 arresti domiciliari e 4 obblighi di dimora.
L’indagine rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri del N.O.E. di Napoli, avviata nell’ottobre 2023 e protrattasi per diversi mesi. Gli accertamenti si sono sviluppati attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, videoriprese, pedinamenti e approfondite acquisizioni documentali, consentendo di ricostruire un articolato sistema illecito di gestione e smaltimento dei rifiuti.
Secondo la ricostruzione accusatoria, allo stato condivisa dal GIP, gli indagati avrebbero reiteratamente posto in essere condotte di illecito smaltimento di rifiuti speciali, pericolosi e non. In particolare si tratterebbe di scarti del trattamento dei rifiuti industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata dei rifiuti solidi urbani, provenienti da impianti situati nelle province di Napoli e Caserta.
Per conseguire un ingiusto profitto, rappresentato dal risparmio sui costi di smaltimento, il gruppo si sarebbe avvalso di società di intermediazione del settore, evitando l’attivazione delle procedure di gestione dei rifiuti previste dalla normativa ambientale.
Il traffico illecito si sarebbe articolato lungo tre distinti flussi operativi. Il primo avrebbe previsto la raccolta dei rifiuti industriali presso un’isola ecologica e il successivo conferimento illecito all’impianto pubblico STIR di Battipaglia. Il secondo flusso si sarebbe concretizzato nell’abbandono dei rifiuti in siti abusivi, alcuni dei quali situati in aree di particolare pregio naturalistico, anche al di fuori del territorio regionale. Il terzo, ritenuto particolarmente grave, avrebbe comportato l’interramento dei rifiuti nel comune di Roccadaspide, all’interno di un’area di pertinenza di un’azienda suinicola, con un imponente deturpamento e danneggiamento ambientale.
Le condotte sarebbero state rese possibili anche attraverso una fittizia classificazione dei rifiuti da parte degli impianti di produzione, accompagnata dalla redazione di falsa documentazione relativa a trasporti e conferimenti mai avvenuti, nonché dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti, finalizzate a giustificare i movimenti e l’illecito abbandono degli scarti industriali.
Contestualmente all’esecuzione delle misure personali, i Carabinieri hanno dato attuazione anche ai sequestri disposti dal GIP. In particolare sono stati sequestrati due impianti coinvolti nel traffico illecito, otto automezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e la somma complessiva di circa 530.000 euro, ritenuta profitto dei reati contestati.
Agli arresti domiciliari sono finiti: Giovanni Moccia, Salvatore Agovino, Domenico Coppola, Gaetano Crescenzo, Giuseppe Impembo, Ilario Vernieri, Vincenzo Coppola e Bernardo De Prisco. Sottoposti all’obbligo di dimora Rosario Vernieri, Giuseppe Figari, Franco Moccia e Bruno De Prisco.
Misure reali sono state inoltre applicate nei confronti di quattro società ritenute coinvolte nel sistema illecito: Polimec s.r.l., Peppotto-Fer s.r.l., CRD s.r.l. e Mocciafer s.r.l.











