Il 2026 si apre con una lunga serie di scioperi nel settore dei trasporti, che promettono di mettere a dura prova spostamenti e viaggi in tutta Italia. Dopo la pausa natalizia prevista dalla legge, sindacati e lavoratori hanno già proclamato diverse agitazioni che interesseranno trasporto pubblico locale, ferrovie, aerei, taxi e mezzi extraurbani, in un calendario fitto di date da segnare con attenzione se si hanno programmi di viaggio o si usa quotidianamente un mezzo pubblico.
Le prime date da segnare
- 8 gennaio sarà il primo giorno di mobilitazione: in varie regioni italiane, tra cui Campania e Abruzzo, il personale del trasporto pubblico locale incrocerà le braccia per periodi prolungati, con possibili fermi di 24 ore su alcune linee di autobus, metro e tram e interruzioni anche sul locale e regionale.
- 9 gennaio si annuncia un’altra giornata critica, con lo stop di personale del settore aereo per 24 ore in diverse sedi e agitazioni nel trasporto pubblico, potenzialmente con forti impatti sul traffico aeroportuale e sui servizi di linea.
- Nei giorni successivi, tra 10 e 13 gennaio, sono previste ulteriori astensioni, tra cui scioperi ferroviari notturni e giornalieri, oltre allo stop dei taxi su scala nazionale.
Le proteste proseguono per tutto il mese
Il calendario si mantiene fitto anche nella seconda metà di gennaio:
- 14 gennaio è prevista una lunga protesta nel settore delle merci su rotaia che si estende anche alla logistica ferroviaria.
- 20 gennaio potrebbe essere una delle giornate più delicate, con uno sciopero nazionale del personale ferroviario e del trasporto pubblico locale che potrebbe impattare treni regionali, Intercity e servizi a lunga percorrenza, oltre ai mezzi urbani.
- 23 gennaio a Napoli è confermato uno stop di otto ore di parte del personale ferroviario locale, mentre il 30 gennaio è fissata un’agitazione di otto ore per operatori della rete locale a Bologna.
- 29 gennaio chiuderà il mese una protesta di 24 ore del personale urbano di Ancona, con possibili ripercussioni sulle linee di bus e trasporto cittadino.
In mezzo a queste date, si susseguono anche mobilitazioni regionali e territoriali che potranno intasare autobus, tram e metro in molte città italiane, creando ulteriori disagi per chi viaggia o si muove quotidianamente per lavoro.
Perché si sciopera
I sindacati hanno motivato queste agitazioni con diverse ragioni: crisi del settore, condizioni lavorative peggiorate, carenza di risposte istituzionali su sicurezza e investimenti, e questioni legate a salari e servizi garantiti. Le proteste non sono concentrate su una sola categoria, ma coinvolgono personale delle ferrovie, del trasporto pubblico locale, degli aeroporti, dei taxi e del trasporto merci su rotaia.
Cosa aspettarsi e come organizzarsi
Chiunque abbia in programma spostamenti in Italia nel mese di gennaio deve tenere conto di questo calendario di scioperi, che potrebbe causare ritardi, cancellazioni e modifiche nei servizi. Se possibile, è consigliabile:
- Controllare in anticipo gli orari e lo stato dei servizi con le compagnie o i gestori locali.
- Tenere in considerazione le fasce di garanzia previste per legge, durante le quali alcuni servizi devono comunque essere garantiti.
- Pianificare percorsi alternativi o orari differenti per ridurre i disagi.
Gennaio 2026 si profila quindi come un mese di forti tensioni nel settore trasporti, con proteste che metteranno alla prova la mobilità di pendolari, viaggiatori occasionali e turisti, segnando l’avvio del nuovo anno con una sfida importante per i sindacati, le istituzioni e gli utenti dei servizi pubblici.











