Il Ministero dell’Interno ha disposto l’assegnazione della scorta al giornalista Nello Trocchia, da anni impegnato in inchieste su mafia, criminalità organizzata e traffici illeciti. Una decisione maturata dopo il peggioramento del quadro delle minacce ricevute dal cronista, già in passato sottoposto a misure di tutela meno rigide.
A rendere nota la misura di protezione è stato il quotidiano Domani, con cui Trocchia collabora. Secondo quanto emerso, negli ultimi mesi le intimidazioni nei confronti del giornalista sarebbero aumentate al punto da spingere la Direzione distrettuale antimafia ad aprire un’indagine e la Prefettura di Roma, insieme al Dipartimento di pubblica sicurezza, a rafforzare il livello di sicurezza personale.
Nato a Nola e considerato uno dei cronisti d’inchiesta più esposti sul fronte antimafia, Trocchia ha raccontato per anni i rapporti tra clan, narcotraffico, politica e affari. Tra le sue principali inchieste figurano quelle sul clan Casamonica a Roma, sulla mafia albanese, sui comuni sciolti per infiltrazioni mafiose e sulla lunga latitanza di Matteo Messina Denaro.
Le minacce contro il giornalista non sono recenti. Già nel 2015, dopo alcune inchieste sulla camorra, un boss intercettato dagli investigatori aveva pronunciato parole gravissime nei suoi confronti: “A quel giornalista gli spacco il cranio”.
Negli ultimi tempi, le intimidazioni sarebbero arrivate anche da ambienti legati al narcotraffico romano. Tra i nomi citati nelle ricostruzioni figurano Walter Domizi e Alessandro Presta, quest’ultimo ritenuto vicino ad ambienti collegati ai Casalesi.
La decisione di assegnare la scorta riaccende il tema della sicurezza dei giornalisti minacciati in Italia. Secondo i dati delle associazioni per la libertà di informazione, cronisti impegnati su mafia, corruzione e criminalità organizzata continuano a essere bersaglio di intimidazioni, querele temerarie e pressioni.
“Oggi ci svegliamo con la notizia del 29esimo giornalista italiano costretto a vivere sotto scorta. – scrive ui social network il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Vittorio Di Trapani – È Nello Trocchia, cronista del Domani.
Nel giro di pochi anni questo numero è aumentato di oltre il 10%.
E ancora una volta le minacce arrivano dalla criminalità organizzata.
Sono grato alle istituzioni deputate alla sicurezza che ancora una volta dedicano il loro servizio a proteggere un giornalista, e quindi il nostro diritto a essere informati.
Ma in questo momento non posso non pensare all’immobilismo del governo di fronte alle urgenze per tutelare la sicurezza dei giornalisti: nulla sull’aggravante per i reati contro i cronisti, nulla contro le querele bavaglio, nulla per tutelare le fonti, e nulla anche per quella vergogna per un Paese civile che è il precariato dilagante.
Massima vicinanza a Nello Trocchia. Alla redazione del Domani.”









