All’alba di oggi, giovedì 14 maggio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa del Tribunale di Napoli in sede di conferma e rinnovazione da parte del GIP competente del decreto di Fermo di Indiziato di delitto della Direzione Distrettuale Antimafia, eseguito il 21 aprile scorso, nei confronti di soggetti accusati, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione continuata ed aggravata, omicidio volontario, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo.
Il provvedimento cautelare trae origine dall’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto eseguito il 21 aprile scorso a carico di 11 soggetti gravemente indiziati di appartenere ad una associazione camorristica operativa nel territorio di Arzano e comuni limitrofi e dove, peraltro, venivano ricostruite le circostanze che, lo scorso 4 febbraio, avevano portato all’omicidio di Rosario Coppola, vittima innocente della criminalità, in quanto oggetto di un clamoroso scambio di persona.
In particolare, nell’odierna misura cautelare, il GIP competente, oltre a confermare il quadro indiziario a carico di sette dei soggetti già colpiti dal fermo, ha avvalorato i gravi indizi di colpevolezza a carico di ulteriori 10 indagati tra cui spiccano i vertici della consorteria criminale che, nonostante il regime di detenzione al quale erano sottoposti, continuavano ad impartire ordini ai sodali liberi sul territorio.
In tale quadro, le indagini hanno permesso di ipotizzare che la consorteria, grazie agli introiti economici garantiti dall’egemonia sulla gestione delle richieste estorsive sul territorio, abbia continuato a sostenere i detenuti attraverso il pagamento della cosiddetta “mesata”.










