Oggi Napoli è stata teatro di una grande mobilitazione sindacale nel quadro dello sciopero generale indetto dalla CGIL contro la legge di bilancio 2026 e le politiche economiche del governo. La protesta, che ha coinvolto lavoratori, pensionati, studenti e cittadini, ha visto una massiccia partecipazione in tutta la città e in diverse altre città italiane.
La manifestazione principale si è svolta con un corteo di circa diecimila persone, partito da Piazza del Gesù e diretto verso Piazza Municipio, cuore istituzionale della città. Sul palco sono intervenuti sindacalisti, rappresentanti dei lavoratori e figure sindacali della CGIL Napoli e Campania, tra cui Nicola Ricci, segretario generale della CGIL locale, e Luigi Giove, segretario confederale.
La protesta è stata accompagnata da una serie di fermate nei servizi pubblici: la Linea 1 della metropolitana di Napoli è stata sospesa per buona parte della mattinata, così come alcune funicolari, mentre si sono registrate limitazioni e soppressioni su altre linee del trasporto pubblico locale. Anche i treni regionali hanno subìto cancellazioni e ritardi nelle prime ore della giornata, compatibilmente con le fasce di garanzia previste dalla legge durante lo sciopero.
La mobilitazione di oggi non riguarda soltanto Napoli: la CGIL ha proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore che sta interessando tantissimi settori pubblici e privati su tutto il territorio italiano, con fermate e proteste anche nella scuola, nei trasporti, nella sanità e nelle fabbriche.
Dal palco di Napoli è arrivato un messaggio chiaro: i sindacati ritengono che la legge di bilancio non risponda alle esigenze dei lavoratori, dei pensionati, delle famiglie e dei giovani. Le richieste sindacali puntano principalmente a migliorare salari e condizioni di lavoro, rafforzare i servizi pubblici e contrastare quello che viene definito un aumento delle disuguaglianze sociali.
Nonostante la presenza numerosa in piazza e il corteo pacifico, la giornata ha creato disagi per i pendolari e per chi si sposta in città, sia per la sospensione dei mezzi pubblici sia per il rallentamento generale dovuto alla partecipazione allo sciopero.











