La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di mettere all’asta una vasta collezione di regali istituzionali ricevuti nel corso delle sue missioni ufficiali in Italia e all’estero. La decisione riguarda oltre 270 oggetti di valore superiore ai 300 euro, che secondo la legge non possono essere trattenuti personalmente e devono essere gestiti dallo Stato.
La procedura di vendita è stata avviata con un decreto del segretario generale di Palazzo Chigi e una successiva delibera che ha affidato alla galleria d’arte Bertolami Fine Art Srl l’organizzazione dell’asta, che si svolgerà tra gennaio e giugno 2026. Il caveau di Palazzo Chigi, dove sono custoditi i doni più preziosi, è ormai al completo e la necessità di liberare spazio ha reso operativa la vendita all’incanto.
Gli oggetti in vendita rappresentano un mosaico variegato di doni diplomatici e culturali: gioielli raffinati, tappeti provenienti da paesi arabi, scarpe di pitone blu con tacco in oro, quadri, abiti tradizionali, servizi da tè in porcellana, statuette e persino un tablet donato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Tra i pezzi più curiosi che potrebbe includere l’asta figurano anche un foulard regalato dal primo ministro albanese Edi Rama e doni legati a eventi internazionali come il G20 di Bali.
La legge italiana prevede che i regali di Stato di valore superiore ai 300 euro non possano essere trattenuti dai destinatari a titolo personale, ma debbano essere destinati a finalità istituzionali o gestiti per usi pubblici. Per questo motivo, e per motivi logistici legati alla capienza dei depositi, la decisione di affidare gli oggetti all’asta è stata considerata necessaria.
Il ricavato dell’asta non sarà trattenuto dalla premier, ma sarà destinato ad associazioni e organismi senza scopo di lucro, con l’obiettivo di trasformare questi oggetti simbolici di relazioni internazionali in risorse per cause sociali e benefiche.
La stima preliminare del valore complessivo delle vendite potrebbe arrivare a circa 800 mila euro, anche se l’importo definitivo sarà determinato dall’andamento delle offerte e dalla valutazione ufficiale dei singoli oggetti da parte della casa d’aste.









