La sera del 4 dicembre 1987, a Castel Morrone furono uccisi due Carabinieri. Carmelo Ganci e Luciano Pignatelli, entrambi liberi dal servizio e in abiti civili, vennero a sapere di una rapina in corso in un bar del paese. Senza esitare, decisero di intervenire, dimostrando dedizione e senso del dovere oltre ogni rischio.
Raggiunto il luogo del misfatto, salirono sulla loro auto e partirono all’inseguimento dei rapinatori, determinati a bloccarli, ma ad un incrocio i criminali aprirono il fuoco: gli aggressori, armati con un fucile e pistole, colpirono la vettura. La macchina, guidata da Pignatelli, uscì di strada e precipitò in una scarpata. Nonostante le ferite nella caduta, i banditi scesero e spararono ancora per assicurarsi che entrambi i carabinieri fossero morti.
Quella notte, persero la vita due giovani servitori dello Stato, entrambi in gioventù e con tutta una vita davanti.
Il gesto estremo di coraggio e sacrificio dei due carabinieri non è stato dimenticato. Nella consapevolezza del valore del loro atto di servizio, entrambi furono insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria alla fine del 1988.
Negli anni successivi varie comunità e istituzioni hanno voluto rendere omaggio a Carmelo Ganci e Luciano Pignatelli.
Il comune di Castel Morrone ha celebrato cerimonie commemorative, riconoscendo il loro sacrificio come un esempio di dedizione e onore.
La stazione dei Carabinieri di Giovinazzo è stata intitolata a Luciano Pignatelli, come segno di gratitudine e memoria.
Diverse sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri hanno preso il nome di Carmelo Ganci, mantenendo viva la memoria del suo sacrificio.
Ogni anno, in occasione dell’anniversario, la comunità e l’Arma rendono omaggio ai due caduti, con cerimonie, deposizione di corone, momenti di riflessione e testimonianze: per non dimenticare e per trasmettere i valori di coraggio, responsabilità e altruismo.
La storia di Carmelo Ganci e Luciano Pignatelli è un tragico ma potente monito: anche liberi dal servizio, nel momento in cui la legalità e la sicurezza vengono minacciate, due giovani carabinieri non esitarono a mettere in gioco la loro vita per difendere la comunità. Hanno dimostrato che il dovere, la responsabilità e il coraggio non si misurano dal grado o dal turno, ma dal valore con cui si serve lo Stato e la collettività.
Il loro sacrificio resta un simbolo: un invito costante a non dare mai per scontata la libertà e la sicurezza, a valorizzare il coraggio e il rispetto per chi ogni giorno, in silenzio, lavora per proteggere gli altri.











