Nel corso della mattina odierna, venerdì 14 novembre, presso il Tribunale di Salerno si è tenuta la terza udienza preliminare del procedimento che indaga sull’omicidio del sindaco-pescatore Angelo Vassallo, ucciso nel settembre 2010. Nel corso dell’udienza è stata discussa la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di quattro indagati, tra cui il colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex militare Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso.
La pubblica accusa ha tracciato un quadro duro: l’omicidio non sarebbe stato solo un atto isolato ma si inserirebbe in un contesto più ampio di traffici, omissioni investigative e depistaggi. È stata definita «una mancanza di umanità» nei confronti di Vassallo e della sua opera di contrasto all’abusivismo edilizio e criminale, un’affermazione che la Fondazione intitolata al sindaco ha definito «devastante» per le istituzioni e il territorio.
All’esterno dell’aula del Tribunale si è tenuto un presidio silenzioso: una cinquantina di persone, tra amici, parenti e colleghi del colonnello Cagnazzo, hanno indossato magliette con la scritta “Io sto con Fabio” e tenuto striscioni “Verità e giustizia”.
Il collegio ha disposto la prosecuzione dell’istruttoria e confermato l’agenda delle audizioni dei testimoni chiave entro le prossime settimane. Resta da decidere entro quando il giudice dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio. I difensori degli indagati hanno annunciato che impugneranno ogni eventuale decisione che non rispetti il contraddittorio e il diritto di difesa.
La giornata di oggi segna un momento di grande visibilità per il caso Vassallo: non solo un procedimento penale, ma una questione che intreccia memoria, fiducia nelle istituzioni e richiesta di verità da parte di una comunità.











