Nel corso della serata di giovedì 16 ottobre un ordigno esplosivo è stato piazzato sotto l’auto del giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore del programma di inchiesta “Report” su Rai3, davanti alla sua abitazione a Campo Ascolano, vicino a Pomezia, in provincia di Roma. L’esplosione ha distrutto il veicolo di Ranucci e quello della figlia, danneggiando anche la facciata di una casa vicina.
Le indagini e le ipotesi
Secondo le prime ricostruzioni, l’ordigno rudimentale conteneva circa un chilo di esplosivo e sarebbe stato attivato manualmente, probabilmente con una miccia accesa. Gli investigatori dell’Antimafia e della Digos stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza e le celle telefoniche per identificare i responsabili.
Ranucci, sotto scorta dal 2010, ha ricevuto numerose minacce in passato, legate alle sue inchieste su mafia, corruzione e poteri occulti. Nel 2021 fu sventato un piano per ucciderlo, orchestrato da un narcotrafficante legato alla ‘Ndrangheta.
Le forze dell’ordine hanno individuato alcune tracce significative: una telecamera di sorveglianza a 50 metri dal luogo dell’esplosione ha ripreso un uomo incappucciato che si allontanava dalla scena poco prima dell’attacco. Ranucci ha riferito di aver trovato due proiettili P38 davanti alla sua abitazione, un gesto simbolico che richiama gli “anni di piombo” e potrebbe essere interpretato come un messaggio intimidatorio.
Inoltre, l’attentato è avvenuto a ridosso dell’annuncio dei temi delle nuove inchieste di “Report”, che trattano argomenti legati alla ‘Ndrangheta e alla Cosa Nostra. Un’altra suggestione inquietante va ricercata nella data: il 16 ottobre del 2017 la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia fu uccisa in un attentato con autobomba nei pressi della sua abitazione.
Sono stati organizzati presidi di solidarietà in diverse città italiane per difendere la libertà di stampa e condannare l’intimidazione al giornalismo d’inchiesta.
Stamane, sabato 18 ottobre, la comunità di Campo Ascolano a Pomezia ha organizzato un sit-in spontaneo davanti alla casa di Ranucci. I partecipanti hanno esposto striscioni con slogan come “Il silenzio è mafia” e “#NoBavaglio”, esprimendo il loro sostegno al giornalista e condannando l’intimidazione. Tra i presenti c’erano cittadini locali, rappresentanti di associazioni e colleghi di Ranucci.
Nel pomeriggio di venerdì 17 ottobre, si è svolto un presidio di solidarietà davanti alla sede Rai di via Teulada a Roma. Alla manifestazione hanno partecipato centinaia di persone, tra cui colleghi di Ranucci, rappresentanti sindacali, associazioni studentesche, l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) e membri di partiti politici, tra cui il Movimento 5 Stelle. Il direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, e altri membri del consiglio di amministrazione hanno incontrato Ranucci nel cortile della sede per esprimere solidarietà e condanna per l’attentato. Durante l’incontro, i colleghi di Ranucci hanno intonato lo slogan “La tua scorta siamo noi”, ribadendo l’impegno della Rai nella difesa della libertà di stampa.
L’attentato a Sigfrido Ranucci rappresenta un grave attacco alla libertà di informazione in Italia. Le indagini sono in corso per individuare i responsabili e fare piena luce sull’accaduto. La solidarietà espressa dalle istituzioni e dalla società civile è fondamentale per contrastare ogni forma di intimidazione al giornalismo e difendere i principi democratici.










