E’ finita sotto i riflettori per un grave episodio di cronaca Porta Capuana, edificata nel 1484 dal re Ferrante d’Aragona, una delle porte storiche di Napoli, situata vicino al castel Capuano. Nel corso dei secoli, ha rappresentato un crocevia di comunicazioni e un punto nevralgico per la città. Nel Settecento, vi transitava la strada regia delle Puglie, e all’inizio del Novecento, è stato il cuore del cosiddetto Quartiere Latino, luogo di incontro di importanti artisti napoletani dell’epoca
Tuttavia, negli ultimi decenni, la zona circostante è caduta in un progressivo stato di degrado. Spacciatori, tossicodipendenti, senzatetto e prostitute, molti dei quali stranieri, hanno preso il controllo di angoli nascosti dello slargo, soprattutto verso il vicolo che sbuca su via Cesare Rosaroll. Nonostante gli interventi previsti dal Grande progetto Unesco, la riqualificazione promessa non ha avuto luogo, lasciando la zona in uno stato di abbandono.
La situazione di degrado ha raggiunto un punto critico la notte dello scorso 10 ottobre, quando una donna di 30 anni è stata aggredita e violentata in strada, nei pressi di Porta Capuana. Secondo le ricostruzioni, la vittima è stata seguita e poi abusata fino a quando una passante ha capito cosa stava accadendo e ha allertato le forze dell’ordine. Un gruppo di passanti è riuscito a bloccare l’aggressore, un uomo di 29 anni di origini marocchine, che è stato arrestato dalla polizia.
La vittima è stata trasportata all’ospedale Vecchio Pellegrini per le cure del caso. La madre della donna ha espresso gratitudine sui social, definendo gli sconosciuti che hanno aiutato la figlia come “angeli”.
Nella giornata di lunedì 13 ottobre, la replica di residenti, commercianti, attivisti e cittadini: un flash mob che ha unito i partecipanti in un grido di denuncia contro il degrado e la violenza che affliggono il quartiere. Questo gesto simbolico è stato una risposta all’aggressione sessuale avvenuta nella notte tra sabato e domenica, quando una donna di 32 anni è stata vittima di violenza da parte di un uomo di 29 anni, senza fissa dimora e di origini marocchine. L’intervento tempestivo di una turista francese di 24 anni ha permesso di fermare l’aggressore, che è stato successivamente arrestato dalla polizia.
Sotto l’arco di Porta Capuana, numerosi partecipanti si sono riuniti per esprimere il loro dissenso. Le mani sono state tinte di vernice nera e le impronte lasciate su un lenzuolo bianco, simbolo della colpa condivisa per il degrado e la violenza che caratterizzano la zona.
Durante il sit-in, è intervenuto il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che ha incontrato i manifestanti e ascoltato le loro preoccupazioni. I residenti hanno denunciato quotidiane aggressioni e la presenza costante di attività illecite, come lo spaccio di droga. In risposta, il prefetto ha promesso un rafforzamento dei controlli nella zona e ha invitato i cittadini a partecipare a un comitato per l’ordine e la sicurezza urbana, sottolineando l’importanza di un’azione congiunta tra istituzioni e comunità per contrastare il fenomeno delinquenziale.
Non è la prima volta che Porta Capuana è al centro di preoccupazioni riguardo al degrado urbano e alla sicurezza. Negli ultimi mesi, residenti e commercianti hanno più volte denunciato la presenza di spacciatori, senzatetto e prostitute nella zona, chiedendo interventi urgenti per ripristinare la legalità e la vivibilità del quartiere. Nonostante le promesse di riqualificazione e interventi da parte delle istituzioni, la situazione è rimasta invariata, alimentando un senso di rassegnazione tra i cittadini.










