L’8 ottobre 1983, a Cinisi (PA), Salvatore Zangara, un uomo di 52 anni, titolare di un laboratorio di analisi e segretario locale del Partito Socialista Italiano, venne ucciso da una raffica di proiettili destinati al capomafia del paese, Procopio Di Maggio. Quest’ultimo, noto per i suoi legami con i corleonesi di Totò Riina, si trovava in piazza Vittorio Emanuele Orlando quando l’agguato avvenne. Nel tentativo di sfuggire ai colpi, Di Maggio si rifugiò tra i passanti, tra cui Zangara, che fu colpito mortalmente. Altre due persone, Francesco Lo Bello e Salvatore Giambanco, rimasero gravemente ferite.
L’omicidio di Zangara rimase impunito: mandanti ed esecutori non furono mai identificati. Nel 1987,
Salvatore Zangara fu riconosciuto ufficialmente vittima innocente della mafia. La sua morte rappresenta uno degli innumerevoli episodi di violenza mafiosa che hanno segnato la storia della Sicilia.
Ogni anno, la comunità di Cinisi ricorda Salvatore Zangara con cerimonie commemorative, sottolineando l’importanza della memoria storica e dell’impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata. Questi momenti di riflessione sono fondamentali per mantenere viva la memoria delle vittime innocenti e per educare le nuove generazioni alla legalità e alla giustizia.











