Il 2 ottobre 1989, la città di Taranto fu scossa da un tragico omicidio che segnò profondamente la lotta contro la criminalità organizzata nel Sud Italia. Giovanbattista Tedesco, ex carabiniere e capo della vigilanza all’Italsider, venne assassinato sotto casa nel quartiere Paolo VI. La sua morte fu il risultato di un atto di ritorsione da parte della Sacra Corona Unita, che cercava di estorcere denaro e favori all’interno dell’acciaieria.
Nato il 13 dicembre 1949 a Montecalvo Irpino (AV), Tedesco si arruolò nell’Arma dei Carabinieri a 19 anni. Dopo aver prestato servizio in diverse località, si trasferì a Taranto, dove incontrò Mariateresa, che divenne sua moglie. Successivamente, lasciò l’Arma per lavorare come capo della vigilanza all’Italsider, l’acciaieria che all’epoca impiegava circa 12.000 persone. In questo ruolo, Tedesco si distinse per il suo impegno nel contrastare attività illecite all’interno dello stabilimento, tra cui il traffico di materiale ferroso e altre forme di corruzione.
La notte tra il 2 e il 3 ottobre 1989, Tedesco fu ucciso sotto casa sua, nel quartiere Paolo VI di Taranto. Secondo la relazione della Commissione Antimafia, presieduta da Gerardo Chiaromonte e stilata dal giudice Luciano Violante, l’omicidio fu ordinato dalla Sacra Corona Unita in risposta alla sua ferma opposizione alle loro imposizioni all’interno dell’Italsider. Tedesco non accettò mai compromessi con la criminalità organizzata, scegliendo di denunciare le irregolarità e mantenere un comportamento esemplare.
Inizialmente, l’omicidio di Tedesco non ricevette l’attenzione che meritava. Successivamente, il suo caso venne finalmente riconosciuto come omicidio di mafia. Il 1º aprile 2009, il Ministero dell’Interno lo inserì ufficialmente nell’elenco delle vittime di mafia.
Per onorare il sacrificio di Giovanbattista Tedesco, sono state intraprese diverse iniziative commemorative. Il 9 ottobre 1989, l’amministrazione comunale di Taranto dedicò una piazza a lui nel quartiere Paolo VI. Anche a Montecalvo Irpino, suo paese natale, il 10 agosto 2010, l’amministrazione comunale gli dedicò una piazza, mentre l’Arma dei Carabinieri appose una lapide commemorativa sulla casa paterna in corso Umberto. Ogni anno, il 21 marzo, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera, il suo nome viene letto insieme a quello di altre vittime innocenti della mafia.
La storia di Giovanbattista Tedesco rappresenta un esempio di coraggio e integrità. La sua morte non fu invano; ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla presenza della criminalità organizzata nel tessuto industriale e ha rafforzato la determinazione della società civile nel combattere la mafia.










