Il 2 ottobre 2003, il quartiere Carbonara di Bari fu teatro di una tragedia che scosse profondamente la comunità locale e l’intera città. Gaetano Marchitelli, un ragazzo di soli 15 anni, venne ucciso durante una sparatoria tra gruppi malavitosi rivali.
Quella sera, Gaetano stava lavorando in una pizzeria per aiutare la sua famiglia e pagarsi gli studi. Intorno alle 23, un commando criminale a bordo di un’auto aprì il fuoco contro un gruppo di ragazzi che si trovavano davanti al locale. Gaetano fu colpito alla schiena da uno dei proiettili destinati ad altri, morendo sul colpo. Altri due giovani rimasero feriti, tra cui un ragazzo di 14 anni e due fratelli di 29 e 22 anni, Michele e Raffaele Abbinante, probabilmente le vere vittime dell’agguato.
L’omicidio di Gaetano Marchitelli si inserisce in un periodo di intensi conflitti tra clan rivali per il controllo del territorio e degli affari illeciti a Bari. La faida tra gruppi malavitosi locali portò a numerosi episodi di violenza, tra cui l’omicidio di Gaetano, che divenne simbolo delle vittime innocenti di mafia.
A distanza di anni, la memoria di Gaetano è stata onorata con iniziative pubbliche e commemorazioni. Nel ventennale della sua morte, è stato inaugurato un murale in suo ricordo in piazza Umberto I, nel quartiere Carbonara, dove avvenne la tragedia. Durante la cerimonia, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha deposto una corona di fiori sulla sua lapide, sottolineando l’importanza di non dimenticare le vittime innocenti della criminalità organizzata.
La storia di Gaetano Marchitelli rappresenta un monito contro la violenza e l’illegalità, ricordandoci che ogni vittima innocente è una ferita per la comunità e un invito a non abbassare mai la guardia nella lotta alla mafia.











