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Ecco come e perché l’impresa di pulizie del clan sta seminando tensione nel Conocal di Ponticelli

Luciana Esposito di Luciana Esposito
30 Dicembre, 2025
in Cronaca, In evidenza
0
Conocal: spacciatrice picchiata e costretta a lavorare gratis per il clan
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Uno scenario surreale, inimmaginabile fino a pochi mesi fa, quello che attualmente campeggia nel parco Conocal di Ponticelli, un tempo roccaforte dei D’Amico, oggi sempre più presidiato dai De Micco.

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Il cambio di casacca di Giuseppe Perrella, figlio di una delle sorelle Scarallo, ormai ex cognate del boss Antonio D’Amico, ha sancito un significativo punto di non ritorno. In primis, perché ha ufficializzato la vicinanza delle donne di casa Scarallo ai De Micco. Un retroscena che fino a poco tempo fa doveva restare una timida indiscrezione e che invece ora viene sbandierato alla luce del sole, complice la fine del matrimonio tra Anna Scarallo e il boss fondatore del clan dei cosiddetti “fraulella”. E non solo.

A incidere pesantemente sullo scenario contemporaneo concorre la consapevolezza che la vicinanza di una delle sorelle Scarallo a una figura apicale dei De Micco è costata la vita ad Annunziata D’Amico, sorella del boss Tonino Fraulella, uccisa in un agguato di camorra nel 2015 quando ricopriva il ruolo di reggente. Un delitto eclatante, non solo perché i killer del clan De Micco non esitarono a impugnare le armi per assassinare una donna, ma soprattutto per il fatto che approfittarono proprio della postazione privilegiata guadagnata nel fortino dei rivali per effetto di quella relazione sentimentale: all’indomani dell’ennesima notte trascorsa a casa di quella donna, il ras dei De Micco apprese in tempo reale che la D’Amico aveva lasciato il fortino in cui era rifugiata per raggiungere il carcere in cui era recluso il primo dei suoi sei figli. Un’informazione acquisita ed elaborata in tempo reale e che si è tradotta in un agguato che non ha lasciato scampo alla donna-boss e ha insinuato tra i membri della famiglia D’Amico la consapevolezza che la “serpe covata in seno” potesse fornire il supporto per altre azioni delittuose indirizzate ai familiari dei “fraulella”.

Consapevoli di essere in una condizione di oggettiva difficoltà, oltre che di pericolo, i D’Amico inscenarono una serie di pestaggi, violenti e plateali, con il solo intento di depistare i rivali, inducendoli a credere che i loro sospetti stessero ricadendo su altri residenti in zona, accusati di aver funto da filatori e basisti per i sicari e per questo selvaggiamente pestati.

A dieci anni di distanza da quei fatti, le Scarallo gettano la maschera e si schierano apertamente con i De Micco: una presa di posizione legittimata dalla fine del matrimonio tra Anna Scarallo e Antonio D’Amico, ma anche dal recente cambio di casacca di Giuseppe Perrella, rampollo del clan di famiglia dopo l’omicidio del cugino Vincenzo Costanzo. Un evento che ha sancito ufficialmente lo spartiacque, decretando, di fatto, l’inizio di una nuova era, soprattutto per la famiglia/clan D’Amico che annovera potenziali rivali anche tra i ranghi dell’ex famiglia acquisita.

Uno scenario che trova ulteriore conferma nella politica introdotta nel rione Conocal di recente in riferimento all’impresa dedita alla pulizia delle scale dei palazzi. A capo del business ci sarebbe proprio una delle sorelle Scarallo, supportata dia nuovi alleati: i De Micco. A destare malcontento e scalpore è però soprattutto un altro dettaglio: malgrado alle famiglie residenti venga imposta una quota settimanale di 13 euro, di fatto, le scale non vengono pulite. Le famiglie che hanno provato ad opporsi o che hanno protestato o che si sono rifiutate di corrispondere la somma di denaro richiesta, sarebbero state vittime di violente ritorsioni.

Sotto l’egida dei De Micco, le Scarallo ostentano il potere criminale acquisito grazie alla clamorosa alleanza e lo sbandierano sotto gli occhi delle ex parenti, sempre più rimaneggiate e messe all’angolo da omicidi ed arresti. Uno scenario esplosivo che esaspera il clima di per sé teso che aleggia nel Conocal e che legittima il timore dei civili, preoccupati soprattutto dalla presenza di un “competitor”: un’impresa di pulizie antagonista che starebbe provando a imporsi nello stesso rione. Motivo per il quale gli abitanti del rione Conocal temono che la guerra per il business delle pulizie delle scale possa ben presto sfociare nel sangue.

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