Le condizioni nel territorio della Striscia stanno nuovamente precipitando. Dopo settimane di bombardamenti intensificati, Israele ha dato avvio oggi (16 settembre) a una massiccia operazione terrestre a Gaza City, segnando una nuova, grave escalation nel conflitto con Hamas.
Operazione terrestre e avvertimenti alla popolazione
- Le forze armate israeliane hanno annunciato che la fase principale dell’offensiva, concentrata su Gaza City, è cominciata. Il governo parla di obiettivo: smantellare l’infrastruttura militare di Hamas.
- Ai civili è stato ordinato di evacuare la città verso il sud, dove sono state designate zone ritenute più “sicure.” Tuttavia, il disagio è enorme: migliaia, forse centinaia di migliaia, vivono già sfollati o si muovono sotto costante minaccia.
- L’offensiva è già costata numerose vittime civili: le autorità sanitarie di Gaza parlano di decine di morti, ma il bilancio è ancora provvisorio.
Emergenza umanitaria
- Il quadro alimentare diventa sempre più critico. Organizzazioni internazionali, inclusa UNICEF, denunciano rischio di carestia in vaste aree di Gaza, specialmente nella parte nord e nella città. Famiglie che non riescono più ad avere cibo sufficiente, infrastrutture distrutte, linee di rifornimento interrotte.
- Sono già centinaia – tra cui molti bambini – le vittime accertate per fame o malnutrizione. Il numero continua a salire man mano che l’accesso agli aiuti si complica.
Pressioni internazionali e diplomatiche
- L’Operazione da terra ha suscitato condanne da parte di diverse nazioni e organismi internazionali, preoccupati per l’impatto sui civili, il diritto internazionale umanitario e la possibile escalation.
- Alcuni paesi, tra cui il Regno Unito, hanno preso misure simboliche: ad esempio, l’esclusione di studenti israeliani da istituzioni militari straniere, per protestare contro l’operato di Israele.
Conseguenze e scenari futuri
- Con il “Gaza is burning” (“Gaza sta bruciando”) che echeggia dalle dichiarazioni ufficiali israeliane, il conflitto sembra entrare in una nuova fase particolarmente devastante.
- La probabile resistenza urbana – con migliaia di combattenti di Hamas segnalati ancora attivi dentro la città – rende il terreno difficile sia militarmente che per la tutela dei civili.
- Le richieste internazionali di cessate il fuoco, di rilascio degli ostaggi, e il potenziamento degli aiuti umanitari restano pressanti. Tuttavia, fino ad ora non sono emerse soluzioni concrete che siano accettabili per entrambe le parti.











