Si aggrava la vicenda giudiziaria di Nessy Guerra, la 26enne originaria di Sanremo condannata in Egitto per adulterio. La Corte d’Appello egiziana ha infatti confermato la sentenza di primo grado, che prevede sei mesi di carcere.
Una decisione che rischia di avere conseguenze pesanti non solo sulla libertà della donna, ma anche sul futuro della figlia di tre anni, contesa con l’ex marito. Il caso affonda le radici in una storia personale complessa.
Guerra si era trasferita in Egitto con l’ex compagno, l’italo-egiziano Tamer Hamouda, da cui poi si è separata. È stato proprio lui a denunciarla per adulterio, un reato che in Italia non esiste più da decenni ma che in Egitto è ancora perseguibile penalmente.
Da allora la giovane vive una condizione di forte precarietà: è costretta a vivere nascosta per timore di ritorsioni, inoltre è bloccata nel Paese da anni e non può rientrare in Italia con la figlia.
Dopo la conferma della condanna, la 26enne ha lanciato un nuovo appello pubblico.
In un video diffuso sui social ha dichiarato: “Ho paura di perdere la mia bambina. Ho paura di finire in prigione”. Parole che raccontano il clima di angoscia in cui vive, aggravato dal rischio concreto di essere incarcerata e di perdere l’affidamento della figlia.
La situazione è resa ancora più delicata dalla battaglia legale per la bambina.
Le autorità egiziane hanno già imposto un divieto di espatrio per la minore, impedendo alla madre di tornare in Italia con lei.
La condanna per adulterio potrebbe influire in modo decisivo sull’esito del procedimento per l’affidamento, con il rischio che la bambina venga affidata al padre.
Il caso è seguito con attenzione dal governo italiano.
La Farnesina ha fatto sapere di garantire assistenza legale, protezione alla donna e alla figlia, supporto economico e amministrativo. Il ministro degli Esteri ha inoltre avviato interlocuzioni con le autorità egiziane per chiedere il rispetto dei diritti della cittadina italiana e della minore.
La vicenda di Nessy Guerra riporta al centro dell’attenzione le differenze tra sistemi giuridici e la tutela dei diritti delle donne all’estero.
Un caso umano e giudiziario che intreccia diritto internazionale, rapporti diplomatici, diritti civili e che, al momento, resta ancora aperto.










