Dopo quattordici giorni di lavoro ininterrotto, i vigili del fuoco sono finalmente riusciti a domare il vasto incendio che ha devastato un impianto di smaltimento rifiuti a Teano, in provincia di Caserta. Le fiamme, divampate a metà agosto, hanno tenuto sotto scacco l’intera area, con colonne di fumo visibili anche a chilometri di distanza.
Le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse a causa della grande quantità di rifiuti stoccati nell’impianto. Nonostante l’intervento di decine di unità e mezzi speciali, il rogo ha continuato a generare fumarole e braci sotterranee, che hanno reso difficile la completa estinzione delle fiamme fino a ieri.
Se da un lato la popolazione tira un sospiro di sollievo, dall’altro resta forte la preoccupazione per i possibili effetti sull’ambiente e sulla salute. Le autorità locali e l’ARPAC hanno annunciato nuovi monitoraggi sulla qualità dell’aria e del suolo, mentre alcuni cittadini lamentano odori persistenti e residui di fumo.
La procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un fascicolo per stabilire le cause del rogo. Non si esclude alcuna pista: dall’incidente accidentale fino all’ipotesi dolosa, vista la delicatezza del settore dei rifiuti, spesso infiltrato dalla criminalità organizzata.
“È stata un’emergenza lunga e logorante – ha dichiarato il sindaco di Teano – e adesso chiediamo certezze sullo stato ambientale e sanitario del nostro territorio. I cittadini hanno diritto a risposte chiare”.











