Il panorama italiano mostra una pluralità di voci — artisti, attivisti, giornalisti, politici — che alzano il tono della discussione pubblica sulla Palestina: da un impegno di coscienza individuale a prese di posizione politiche concrete. Pur dentro una capacità istituzionale ancora cauta, la società civile e culturale italiana si distingue per generosità, mobilitazione e costante richiamo ai diritti umani. Anche numerose star internazionali si sono espresse pubblicamente, donando anche ingenti somme di denaro per dare un aiuto concreto al popolo palestinese.
Nicola Coughlan, l’attrice irlandese nota per Bridgerton e Derry Girls ha raccolto oltre 500.000 € in favore delle ONG per Gaza, donando personalmente £10.000 a Medical Aid for Palestinians. In un video sui social ha espresso indignazione per l’assenza di una risposta politica efficace (in particolare verso il leader laburista Keir Starmer) e ha promesso di raddoppiare le donazioni fino a £10.000 . Complessivamente, il suo impegno ha superato i 2 milioni di euro in solidarietà .
Dua Lipa, Joaquin Phoenix e oltre 60 celebrità di Hollywood, come Jon Stewart, Joaquin Phoenix, Dua Lipa, Oscar Isaac, Mahershala Ali e Cate Blanchett, hanno scritto una lettera al presidente USA, chiedendo il cessate il fuoco immediato e il rilascio degli ostaggi a Gaza. Hanno affermato: “Non vogliamo raccontare alle future generazioni la storia del nostro silenzio” .
Bella e Gigi Hadid, le sorelle modelle, figli di padre palestinese, hanno più volte denunciato la violenza sui civili, sottolineando la loro identità palestinese e condividendo grafiche sul conflitto. Bella ha descritto la sofferenza generazionale legata alla Nakba del 1948.
The Weeknd (Abel Tesfaye), il cantante canadese, Ambasciatore dell’ONU per il Programma Alimentare Mondiale (WFP), ha donato $2.5 milioni nel dicembre 2023 e altri milioni in aprile 2024 tramite il suo XO Humanitarian Fund, per sostenere la crisi alimentare a Gaza .
Renée Rapp ha usato il discorso di premiazione ai GLAAD Media Awards 2024 per invocare un cessate il fuoco permanente a Gaza.
Ramy Youssef ha indossato una spilla del movimento Artists4Ceasefire agli Oscar e chiesto di agire per mettere fine al conflitto.
Billie Eilish e Finneas, anch’essi agli Oscar, hanno mostrato il loro sostegno indossando la stessa spilla e invitando a una pace duratura.
Susan Sarandon, storica attivista, è stata coinvolta in proteste organizzate dalla ONG CODEPINK e non ha esitato a criticare le politiche USA in favore di Israele. Anche a costo di perdere il supporto dell’agenzia di talenti, ha ribadito e proseguito la sua impegno umano per Gaza.
Andrew Garfield ha firmato la lettera Artists4Ceasefire e ha dichiarato di voler dedicare energia e cuore alla sofferenza dei palestinesi.
Marcia Cross pubblica regolarmente post su X/Instagram in supporto a Gaza, con messaggi diretti a politici americani per chiedere un cessate il fuoco.
John Legend ha definito devastante la morte di bambini palestinesi e ribadito che gli aiuti militari statunitensi a Israele dovrebbero avere condizioni e limiti chiari.
La cantante Kehlani ha partecipato a lettere aperte come Artists Against Apartheid e ha pubblicamente criticato altri artisti per non aver parlato del conflitto. In risposta alla cancellazione di concerti nel 2025 a causa delle sue posizioni, ha chiarito: “Non sono antisemita… sono anti-genocidio, anti le azioni del governo israeliano, anti il bombardamento di innocenti.” .
Liam Cunningham, l’attore irlandese noto da decenni per il suo attivismo pro-Palestina, ha aderito alla Freedom Flotilla del 2025 (anche se è risultato impegnato altrove), e ha promosso il “Occupied Territories Bill” in Irlanda per interrompere il commercio con Israele.
Recentemente, diversi governi occidentali, tra cui Regno Unito, Canada e Francia, hanno annunciato l’intenzione di riconoscere formalmente lo Stato di Palestina all’Assemblea Generale ONU di settembre 2025, a patto che vengano rispettate condizioni su cessate il fuoco, aiuti umanitari e riforme interne .
Da attivisti storici come Susan Sarandon e Liam Cunningham, a superstar globali come The Weeknd, Gigi e Bella Hadid, energia, denaro e visibilità sono state messe al servizio della solidarietà con il popolo palestinese. Molte di queste figure hanno anche sollecitato leader internazionali a cambiare rotta, chiedendo azioni concrete come il riconoscimento dello Stato di Palestina e un immediato cessate il fuoco.
In Italia, Antonio De Matteo (attore di Mare Fuori) ha sfilato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma con uno striscione di solidarietà alla Palestina, un gesto personale e visibile per richiamare l’attenzione sul conflitto in corso.
Zerocalcare ha disertato Lucca Comics per protesta contro il patrocinio dell’Ambasciata Israelo-patria, sottolineando il suo rifiuto di essere coinvolto in iniziative legate a istituzioni che percepisce come collegate a politiche coloniali.
Le attrici Giulia e Paola Michelini hanno creato contenuti satirici per sensibilizzare il pubblico sull’occupazione e le conseguenze del conflitto in Palestina.
Fedez ha condiviso un messaggio forte: “C’è una sola parte dove si può stare, ed è dalla parte dei bambini e dei civili innocenti…” usando il suo palcoscenico per un appello di umanità.
L’iniziativa “40 artisti per Gaza”, promossa tra Milano e Firenze, ha visto l’adesione di decine di artisti italiani (tra cui Stefano Arienti, Eva Marisaldi, Yuri Ancarani, Luca Vitone, Roberto Cuoghi, Liliana Moro e molti altri), che hanno raccolto fondi tramite un’asta di opere d’arte, destinati al sostegno della popolazione palestinese attraverso APS Scighera e Emergenza Gaza.
Piero Pelù, insieme ad Afterhours, Bandabardò, Emma Nolde, Ginevra di Marco e altri musicisti, ha organizzato il concerto S.o.s. Palestina! a Firenze il 18 settembre 2025 per raccogliere fondi destinati a Medici senza Frontiere, definendo il massacro di Gaza un vero genocidio e sollecitando un’azione umanitaria urgente.
175 giornalisti italiani (tra cui Lucia Annunziata, Massimo D’Alema, Rula Jebreal, Giuliana Sgrena) hanno sottoscritto l’appello “Contro la congiura del silenzio” su La Repubblica, denunciando il genocidio in atto, criticando la complicità dei media e chiedendo un racconto responsabile dei fatti a Gaza .
Luisa Morgantini, storica attivista e vicepresidente del Parlamento Europeo, ha dedicato gran parte del suo impegno politico a favore dei diritti del popolo palestinese, guidando anche AssoPacePalestina e partecipando a missioni e iniziative a sostegno della causa: nel gennaio 2025 è stata arrestata dall’esercito israeliano nei pressi di Hebron durante una missione pacifica nelle zone occupate.
In Italia, le autorità governative si mostrano prudenti nel riconoscimento dello Stato palestinese, preferendo una soluzione negoziata insieme a Israele, mentre l’opposizione sollecita un passo immediato in solidarietà con Gaza.
A livello pubblico, il terzo settore, i media, il mondo dell’arte e dello spettacolo continuano a mobilitarsi attraverso strumenti concreti: letteri aperte, concerti, aste, dichiarazioni attive e presidi civici, con l’obiettivo di spezzare il silenzio e veicolare solidarietà verso la Palestina.











