L’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), che riunisce le più importanti strutture pediatriche del Paese, ha lanciato un forte messaggio di solidarietà e impegno umanitario in risposta alla drammatica situazione in corso nella Striscia di Gaza. In queste ore, l’associazione ha annunciato la piena disponibilità ad accogliere e curare in Italia il piccolo Adam, unico figlio sopravvissuto della dottoressa Alaa Al-Najjar, pediatra dell’ospedale “Nasser” di Khan Jounis, che ha perso tragicamente nove figli in un raid.
«Nessun bambino deve essere privato del diritto alle cure, la loro salute è una priorità assoluta. Siamo pronti ad accogliere Adam e rilanciamo la nostra disponibilità ad accogliere quanti più bambini possibile all’interno delle nostre strutture associate», ha dichiarato Rodolfo Conenna, direttore generale dell’AORN Santobono Pausilipon di Napoli e presidente dell’AOPI.
Adam, sopravvissuto a un attacco devastante, riporta ustioni gravissime e ferite estese su tutto il corpo. La sua condizione ha mobilitato la comunità pediatrica italiana che, attraverso l’AOPI, si è detta pronta a intervenire con immediatezza, garantendo al bambino non solo le migliori cure mediche, ma anche un ambiente sicuro e accogliente in cui iniziare un difficile percorso di guarigione fisica e psicologica.
L’AOPI riunisce 18 eccellenze ospedaliere pediatriche italiane, tra cui:
IRCCS Bambino Gesù di Roma
IRCCS Gaslini di Genova
Ospedale Meyer di Firenze
Regina Margherita di Torino
Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano
Burlo Garofalo di Trieste
Salesi di Ancona
Ospedale dei Bambini di Brescia
Di Cristina di Palermo
Giovanni XXIII di Bari
Ospedale Infantile di Alessandria
AOU di Padova
Policlinico Universitario di Bologna
AO G. Martino di Messina
Filippo del Ponte di Varese
Policlinico Ca’ Granda di Milano
Queste strutture, da sempre in prima linea per la tutela della salute infantile, stanno monitorando costantemente la crisi umanitaria in corso a Gaza e si sono attivate per offrire accoglienza e assistenza ai minori coinvolti nel conflitto.
«I nostri ospedali sono pronti a fare la loro parte – conclude Conenna –. Adam è simbolo della sofferenza di tanti bambini innocenti colpiti dalla guerra. Abbiamo il dovere morale e professionale di intervenire. Ogni vita salvata è un segno concreto di speranza».











