Nel corso del suo spettacolo “Mordere il Cielo”, in tour nei teatri di tutta Italia, lo scrittore Paolo Crepet è tornato a parlare della serie tv “Adolescence” che sta facendo tanto discutere: “A me non interessa il film, la qualità del film, il regista, il giovane attore. Io vorrei parlare di un’altra cosa, oggi ne ha parlato il primo ministro inglese dicendo che è entusiasta di questa cosa fatta da un inglese. Quindi dico l’adolescenza comincia quando? A 13 anni, a 12? Perchè non facciamo a 11? Parliamo di sesso in quarta elementare – dice ironico -. Io a 13 anni andavo con mia mamma con la manina a comprare il gelato, ero uno dell’800 direte voi. Adesso a 13 anni le ragazze escono a mezzanotte, perché voi le volete, guai a dire di no, sennò ti sfascia casa, tacco 12? Minimo. Quando torni? Boh. Potete geolocalizzarla, va bene così. Come sta vostro figlio? Benissimo, è al bar in via Carducci”.
“Adolescence” è una miniserie britannica di quattro episodi che ha rapidamente catturato l’attenzione del pubblico internazionale. Creata da Jack Thorne e Stephen Graham, e diretta da Philip Barantini, la serie esplora le complessità dell’adolescenza attraverso la storia di Jamie Miller, un tredicenne accusato dell’omicidio di una compagna di classe.
La narrazione si distingue per la sua tecnica innovativa: ogni episodio è girato in un unico piano sequenza, immergendo lo spettatore nell’intensità emotiva degli eventi. La serie affronta temi attuali e delicati come l’influenza dei social media, la mascolinità tossica e le pressioni sociali sui giovani.
Disponibile su Netflix, “Adolescence” ha registrato oltre 96 milioni di visualizzazioni dal suo debutto, posizionandosi tra le dieci serie più viste sulla piattaforma. La sua popolarità ha suscitato dibattiti a livello nazionale nel Regno Unito, con il Primo Ministro Keir Starmer che ha elogiato la serie per la sua rappresentazione realistica delle sfide affrontate dai giovani nell’era digitale. Di conseguenza, è stata avviata un’iniziativa per rendere la serie disponibile gratuitamente nelle scuole secondarie britanniche, al fine di stimolare discussioni su questi temi cruciali.
La critica ha lodato “Adolescence” per la sua autenticità e profondità, definendola “la cosa più vicina alla perfezione televisiva degli ultimi decenni”. La serie non solo intrattiene, ma invita anche a una riflessione profonda sulle influenze che modellano le vite dei giovani oggi.











