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Omicidio Vassallo, anche l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi non risponde al giudice: “Sono innocente”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
11 Novembre, 2024
in Cronaca, In evidenza
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Omicidio Vassallo, anche l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi non risponde al giudice: “Sono innocente”
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Si è avvalso della facoltà di non rispondere, Lazzaro Cioffi, l’ex carabiniere raggiunto in carcere dall’ordinanza di custodia cautelare che ha fatto scattare le manette per altre tre persone, accusate di aver partecipato, a vario titolo, all’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso la sera del 5 settembre del 2010.

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Cioffi, assistito dall’avvocato Giuseppe Stellato, davanti al gip che lo ha ascoltato all’interno del carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove è recluso per altri reati, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’ex brigadiere si dichiara estraneo all’omicidio di Angelo Vassallo e pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha rilasciato dichiarazioni spontanee al gip che lo ha raggiunto in carcere, al fine di provare la sua estraneità ai fatti contestati di recente.

L’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi è accusato di concorso in omicidio per la morte di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” ucciso mentre rincasava, a bordo della sua auto. Il killer lo ha atteso poco distante dalla sua abitazione e sicuramente si trattava di una persona che conosceva, tant’è vero che Vassallo ha tirato il freno a mano e ha abbassato il finestrino, probabilmente per interloquire con il suo assassino.

Anche il colonnello Fabio Cagnazzo sabato scorso aveva fatto scena muta davanti al gip. Oltre ai due carabinieri, sono stati raggiunti dallo stesso provvedimento Romolo Ridosso, soggetto addentrato nelle dinamiche camorristiche di Scafati e Giuseppe Cipriani, imprenditore di Scafati e proprietario di un cinema ad Acciaroli. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quell’estate, Vassallo aveva scoperto un grosso traffico di sostanze stupefacenti: la droga arrivava nel porto di Acciaroli grazie a dei motoscafi e poi stoccata in alcuni container di proprietà dei fratelli Palladino, noti imprenditori della zona. L’omicidio sarebbe stato deliberato per impedire a Vassallo di denunciare quel traffico illecito, cosa che effettivamente avrebbe dovuto fare il 6 settembre, il giorno dopo l’omicidio. Alcuni collaboratori di giustizia indicano Cioffi come l’esecutore materiale del delitto, mentre Cagnazzo si sarebbe impegnato, prima ancora che il sindaco Vassallo venisse assassinato, ad adoperarsi per depistare le indagini, al fine di far ricadere la responsabilità su Bruno Humerto Damiani, piccolo spacciatore della zona.

Cagnazzo attualmente è ricoverato in ospedale a causa di problemi cardiologici pregressi, motivo per il quale il magistrato ha disposto il ricovero in ospedale in stato di detenzione.

Giuseppe Cipriano, invece, ha risposto alle domande del gip, sostenendo la sua estraneità ai fatti contestati.

Nei prossimi giorni sarà presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli, in cui gli avvocati difensori dei due carabinieri cercheranno di far decadere le accuse, provando a smontare le prove a carico dei loro assistiti.

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