L’agente, originario della provincia di Napoli, era entrato nella Polizia di Stato nel 2015. La tragedia negli spogliatoi della Polizia di frontiera marina lagunare, al Tronchetto. Il cordoglio dei colleghi e del sindacato Fsp
Aveva 37 anni ed era originario della provincia di Napoli. Era entrato nella Polizia di Stato nel 2015 e da diversi anni prestava servizio a Venezia. Domenica 27 settembre, poco prima di iniziare il turno alla Polizia di frontiera marina lagunare, la sua vita si è fermata negli spogliatoi degli uffici della Polmare, al Tronchetto.
Una tragedia che ha lasciato sotto choc i colleghi e l’intero ambiente della Polizia di Stato veneziana. L’agente, assistente della Polizia di Stato, si sarebbe tolto la vita con l’arma in dotazione.
Il dramma prima dell’inizio del servizio
L’agente era arrivato al posto di lavoro per prendere servizio e poco dopo si sarebbe allontanato negli spogliatoi.
L’episodio si è verificato nella giornata di domenica 27 settembre, negli uffici della Polmare al Tronchetto. L’allarme è scattato intorno alle 13, ma per il 37enne non c’era più nulla da fare.
Una morte improvvisa, avvenuta all’interno del luogo nel quale avrebbe dovuto iniziare una normale giornata di lavoro.
Originario della provincia di Napoli, in Polizia dal 2015
L’agente era originario della provincia di Napoli e aveva scelto la Polizia di Stato come professione nel 2015.
Da diversi anni viveva e lavorava a Venezia. Negli ultimi tempi era stato assegnato alla Polizia di frontiera marina, struttura impegnata nei servizi di sicurezza e controllo nell’area lagunare.
Le persone che lo conoscevano lo descrivono come una persona tranquilla e disponibile. Il gesto è arrivato in maniera del tutto inattesa per chi lavorava con lui.
Il dolore dei colleghi
La notizia ha rapidamente attraversato gli uffici della Polizia di Stato veneziana.
A esprimere pubblicamente il cordoglio è stato anche Franco Maccari, vicepresidente nazionale del sindacato Fsp Polizia di Stato, che sui social ha scritto: «Un altro poliziotto che ci lascia».
Parole accompagnate da un richiamo alla necessità di prestare maggiore attenzione al disagio che può rimanere invisibile anche all’interno di ambienti di lavoro nei quali, spesso, il senso del dovere e l’abitudine a gestire situazioni difficili possono rendere ancora più complesso parlare delle proprie fragilità.
Una morte che interroga anche il mondo delle divise
La tragedia di Venezia riporta inevitabilmente l’attenzione sul tema del benessere psicologico degli appartenenti alle forze dell’ordine.
Ma sarebbe improprio ricondurre automaticamente il gesto a una specifica causa professionale: al momento non risultano elementi pubblici sufficienti per stabilire che il lavoro abbia avuto un ruolo determinante nella decisione dell’agente.











