«Il tempo è scaduto, il mio essere a detto è la vostra fine, vi uccido». È la scritta che una donna di 37 anni ha trovato sul pianerottolo di casa, davanti alla porta dell’appartamento dove vive con i due figli di 13 e 10 anni.
Un messaggio che, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, rappresenterebbe l’ultimo episodio di una sequenza di minacce, aggressioni e atti persecutori iniziata mesi fa e culminata con l’arresto di un uomo di 44 anni, napoletano, ex marito della donna. I militari della Stazione di San Giovanni a Teduccio lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, anche in flagranza differita.
La separazione e le persecuzioni
La vicenda sarebbe iniziata con la fine del matrimonio tra i due, dal quale sono nati i due figli. Il rapporto si era progressivamente deteriorato, anche a causa, secondo il racconto della donna, della dipendenza dell’uomo dall’alcol. La separazione consensuale è stata sancita dal Tribunale civile di Napoli lo scorso luglio.
L’uomo, sempre secondo quanto denunciato dalla 37enne, non avrebbe accettato la fine della relazione. Nei mesi successivi sarebbero iniziati messaggi e telefonate continue, appostamenti nei luoghi frequentati dalla donna, scenate e aggressioni verbali, accompagnate da una gelosia definita dalla vittima ossessiva e infondata.
Nella prima decade di agosto la donna avrebbe anche tentato un riavvicinamento, spiegando di averlo fatto «per i bambini». La convivenza, però, non avrebbe prodotto il cambiamento sperato.
L’aggressione del 28 agosto
Il 28 agosto, al rientro dal lavoro, la donna avrebbe trovato l’ex marito in evidente stato di ebbrezza. Dopo le offese, l’uomo l’avrebbe aggredita fisicamente, afferrandola e tirandola ripetutamente per i capelli e colpendola con schiaffi al volto e pugni alla testa.
La donna sarebbe riuscita a uscire dall’abitazione per mettersi in salvo.
Tornata a casa in serata insieme ai figli, avrebbe trovato nuovamente l’uomo in uno stato di forte aggressività. Secondo la denuncia, avrebbe iniziato a distruggere gli arredi, rompendo ante degli armadi e scagliandole contro di lei, per poi colpirla nuovamente.
L’intervento delle forze dell’ordine avrebbe consentito alla donna di allontanarsi dall’aggressore, che nel frattempo si era dato alla fuga.
La 37enne è stata medicata all’Ospedale Evangelico Betania, dove le sono state diagnosticate contusioni multiple per aggressione da parte di persona nota, con una prognosi di due giorni.
Il 29 agosto ha presentato denuncia, facendo scattare la procedura d’urgenza prevista dal Codice Rosso.
Le incursioni sotto casa
La denuncia, però, non avrebbe fermato l’uomo.
Il 31 agosto si sarebbe presentato a tarda sera sotto l’abitazione del padre della donna, dove lei si trovava con i figli. Avrebbe preteso di riprenderli e, secondo la ricostruzione fornita ai militari, avrebbe preso a calci e pugni il portone del palazzo fino a sradicarne le ante e romperne il vetro.
Poche ore dopo, intorno alle 3.30, sarebbe comparso sotto la nuova abitazione della donna. Avrebbe colpito ripetutamente la porta con i pugni, svegliandola e pronunciando insulti e minacce, tra cui «ti devo sfondare tutto».
Il 14 settembre, invece, l’avrebbe avvicinata mentre rientrava a casa, insultandola e seguendola per un tratto di strada. La donna, nel tentativo di allontanarsi, avrebbe chiesto al padre di raggiungerla e accompagnarla a casa.
La scritta sul muro e l’appartamento devastato
Il 23 settembre la donna avrebbe trovato la scritta minacciosa sul pianerottolo: «Il tempo è scaduto… vi uccido».
Poi, ieri mattina, l’ennesima escalation.
La donna è uscita di casa alle 7.15 per andare al lavoro. Quando è rientrata, intorno alle 10.30, ha trovato l’appartamento completamente devastato.
Mobili distrutti, il frigorifero rovesciato con il contenuto riverso sul pavimento, tavolo e sedie capovolti. Anche una statuetta di Padre Pio sarebbe stata distrutta.
Sconvolta, la donna ha chiamato il numero di emergenza. I Carabinieri sono intervenuti, hanno constatato i danni e accompagnato la 37enne in caserma per formalizzare un’ulteriore denuncia.
Nel frattempo, proprio ieri, il Tribunale di Napoli – Sezione Gip aveva emesso un’ordinanza di applicazione di una misura coercitiva nei confronti del 44enne.
Nel pomeriggio l’uomo si è presentato spontaneamente alla Stazione dei Carabinieri per la notifica del provvedimento.
A quel punto è stato arrestato sia in flagranza differita per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, sia in esecuzione dell’ordinanza emessa dall’Autorità giudiziaria.
Il 44enne è stato condotto nel carcere di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La vicenda, come ricostruita dagli investigatori sulla base delle denunce e degli elementi raccolti, è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.











