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Incidente in strada, cosa fare dopo uno schianto: le regole per non rischiare la vita

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
20 Settembre, 2026
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Napoli: 48 ore di controlli in città, il bilancio dell’attività dei Carabinieri
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La tragedia avvenuta questa mattina sulla SS7 Quater, a Varcaturo, lo dimostra nel modo più drammatico: un incidente stradale può continuare a essere pericoloso anche quando il veicolo si è ormai fermato.

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Un’auto finita contro il guardrail, due giovani usciti dall’abitacolo e poi la tragedia. Secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio degli investigatori, il 22enne di San Cipriano d’Aversa sarebbe sceso dalla vettura insieme al 20enne che viaggiava con lui per segnalare l’incidente agli altri automobilisti. In quel momento sarebbe stato investito da un’auto in transito, morendo sul colpo.

Una dinamica che dovrà essere ricostruita dagli inquirenti, ma che riporta l’attenzione su una domanda fondamentale: cosa bisogna fare quando si rimane coinvolti in un incidente su una strada ad alto scorrimento?

I Carabinieri ricordano alcune semplici precauzioni che possono fare la differenza.

Prima regola: allontanarsi dal traffico

Dopo un incidente, la prima preoccupazione deve essere quella di non trasformarsi in una seconda vittima.

Se le condizioni del veicolo lo consentono e non ci sono feriti che necessitano di assistenza immediata, bisogna accendere le quattro frecce e, quando possibile, spostare il mezzo in una piazzola di emergenza o comunque in un’area lontana dal flusso dei veicoli.

Restare fermi sulla carreggiata significa esporsi al rischio che un altro automobilista non riesca a vedere in tempo il veicolo incidentato.

E di notte, con pioggia, nebbia o scarsa visibilità, il pericolo aumenta ulteriormente.

Il giubbotto ad alta visibilità prima di scendere

Un’altra precauzione fondamentale riguarda il giubbotto ad alta visibilità.

Se è necessario uscire dall’auto, va indossato prima di scendere, ma soltanto se è possibile farlo senza esporsi al passaggio degli altri veicoli.

Non bisogna mai compiere un’azione di sicurezza mettendosi in una situazione ancora più pericolosa.

Uscire dal lato più sicuro

Quando è necessario abbandonare il veicolo, bisogna scegliere, se possibile, il lato opposto alla carreggiata e raggiungere rapidamente una posizione protetta.

Se le condizioni lo permettono, il punto più sicuro è oltre il guardrail, lontano dal flusso del traffico.

La regola fondamentale è semplice: meno tempo possibile sulla strada, più distanza possibile dai veicoli in transito.

Mai fermarsi in carreggiata per segnalare l’incidente

È forse l’indicazione più importante alla luce di quanto accaduto a Varcaturo.

Scendere dall’auto per fare segno agli altri automobilisti di rallentare può sembrare un comportamento prudente. Ma se significa rimanere sulla carreggiata, può trasformarsi in un rischio mortale.

Chi si trova sulla strada può essere visto troppo tardi. Un automobilista può essere distratto, avere una visuale ridotta o non riuscire a frenare in tempo.

La propria presenza sulla carreggiata può diventare essa stessa un pericolo.

Per questo, dopo un incidente, la priorità non è mettersi in mezzo alla strada per avvertire gli altri, ma raggiungere una posizione protetta e chiedere l’intervento dei soccorsi.

Il triangolo soltanto se si può fare in sicurezza

Anche il triangolo di emergenza deve essere utilizzato con prudenza.

Posizionarlo può essere utile per segnalare la presenza di un veicolo fermo, ma non bisogna mai mettere a rischio la propria vita per farlo.

Se per raggiungere il punto previsto dal Codice della strada è necessario camminare sulla carreggiata o esporsi al traffico, la segnalazione deve essere lasciata alle situazioni e alle modalità che consentano di operare in sicurezza.

Nessun dispositivo vale una vita.

Chiamare subito il 112

La chiamata al 112 deve avvenire il prima possibile.

È importante comunicare con precisione: il luogo dell’incidente; il numero della strada; la direzione di marcia; il chilometro, quando disponibile; il numero delle persone coinvolte; l’eventuale presenza di feriti; eventuali altri pericoli presenti sulla carreggiata.

Sulle strade extraurbane, indicare strada e chilometro può essere particolarmente importante per consentire ai soccorritori di individuare rapidamente il punto dell’incidente.

Non attraversare la carreggiata

Dopo un incidente bisogna evitare anche un altro comportamento apparentemente innocuo: attraversare la strada per raggiungere l’altra carreggiata, parlare con altri automobilisti o recuperare oggetti.

Non bisogna tornare verso il veicolo se non è strettamente necessario e, soprattutto, non bisogna attraversare la carreggiata per recuperare telefoni, borse o altri oggetti.

Dopo uno schianto, il pericolo può arrivare da chi non ha visto l’incidente

La tragedia di Varcaturo pone l’attenzione proprio su questo elemento.

Il primo incidente può essere già avvenuto, ma sulla stessa strada continuano a viaggiare altri automobilisti che potrebbero non aver visto il veicolo fermo, non essersi accorti delle persone presenti sulla carreggiata o non avere lo spazio necessario per evitarle.

Per questo, dopo uno schianto, la strada può diventare una trappola.

La regola da ricordare è semplice: fermarsi non significa essere al sicuro.

Se possibile, bisogna portare il veicolo fuori dalla carreggiata, proteggere se stessi, raggiungere una zona sicura e chiamare immediatamente i soccorsi, perché in caso di incidente ci sono due emergenze: quella provocata dallo schianto e quella rappresentata dal traffico che continua a scorrere.

E sapere cosa fare nei primi minuti può significare, davvero, fare la differenza tra la vita e la morte.

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Varcaturo, incidente sulla SS7 Quater: 22enne investito e ucciso dopo lo schianto contro il guardrail

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di Redazione Napolitan
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Una lite tra adolescenti, nata secondo le prime ricostruzioni da una contesa sentimentale, si è trasformata in una brutale aggressione nel cuore del Vomero. Per il pestaggio del padre intervenuto in difesa delle figlie, avvenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre in zona piazza Vanvitelli, sono stati identificati una decina di giovani, quasi tutti minorenni. Nel gruppo ci sarebbero anche i figli di due poliziotti. Le responsabilità individuali sono ancora al vaglio degli investigatori.  L’inchiesta è coordinata dalle Procure ordinaria e per i minorenni di Napoli. I carabinieri stanno ricostruendo le diverse fasi della vicenda e il ruolo di ciascun partecipante, anche attraverso i filmati dell’aggressione circolati in rete. La lite tra ragazze e l’intervento del padre Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe cominciato con un diverbio tra giovanissime, legato a una presunta rivalità sentimentale. La discussione sarebbe degenerata in un’aggressione ai danni delle figlie dell’uomo e di una loro cugina. Una delle ragazze sarebbe stata colpita da un giovane arrivato in scooter. Avvertito di quanto accaduto, il padre è intervenuto per affrontare il ragazzo. Da lì la situazione sarebbe precipitata: il giovane avrebbe chiamato in aiuto alcuni amici e l’uomo sarebbe stato circondato e picchiato ripetutamente, anche quando era già a terra. Il pestaggio ha avuto conseguenze gravissime. Durante l’aggressione, un mezzo per la raccolta dei rifiuti ha investito l’uomo, schiacciandogli una gamba. Trasportato all’ospedale Cardarelli, è stato sottoposto a cure e a un intervento chirurgico. Il rischio di amputazione, temuto nelle prime ore, è stato scongiurato. Anche una delle figlie ha avuto bisogno di assistenza medica.  Una decina di giovani identificati, quasi tutti minorenni I primi accertamenti hanno portato all’identificazione di otto ragazzi, sei maschi e due femmine. Gli sviluppi più recenti parlano complessivamente di una decina di giovani individuati. Tra loro ci sarebbero anche due figli di appartenenti alle forze dell’ordine. A preoccupare è anche quanto sarebbe accaduto dopo l’aggressione. La famiglia avrebbe ricevuto minacce e insulti sui social, con le figlie dell’uomo nuovamente esposte a intimidazioni. La vittima ha riferito di essere particolarmente preoccupata per la loro sicurezza.  Piazza Vanvitelli, arriva il presidio interforze Dopo il pestaggio, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’istituzione immediata di un posto fisso interforze in piazza Vanvitelli. Il dispositivo prevede la presenza a rotazione di equipaggi delle forze dell’ordine, della polizia locale e della polizia metropolitana. La misura si aggiunge ai controlli rafforzati già previsti per alcune aree del Vomero, con pattugliamenti e vigilanza nelle ore considerate più delicate, in particolare durante le serate del fine settimana. L’obiettivo dichiarato è prevenire nuovi episodi di violenza e garantire maggiore sicurezza a residenti, commercianti e frequentatori della zona.  Per sabato 17 ottobre è stata inoltre annunciata una mobilitazione pacifica promossa da famiglie del quartiere, con l’obiettivo di esprimere solidarietà all’uomo aggredito e alle sue figlie e chiedere una presenza più costante delle istituzioni.  Una violenza che non può essere liquidata come una bravata La vicenda di piazza Vanvitelli impone una riflessione che va oltre la dinamica della lite e l’identificazione dei singoli partecipanti. Se una discussione tra adolescenti può trasformarsi in un pestaggio di gruppo, se un uomo finisce in ospedale con lesioni gravissime e se la sua famiglia teme nuove ritorsioni dopo aver denunciato, il problema non può essere archiviato come una semplice lite tra ragazzi. La risposta deve passare dall’accertamento delle responsabilità, dalla tutela della vittima e dei familiari e da interventi capaci di prevenire nuove aggressioni. 

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