Nato a Benevento, 63 anni, in Polizia dal 1990, Lamparelli arriva a Napoli dopo aver guidato la Questura di Firenze, dove era in servizio dal dicembre 2024. Subentra a Maurizio Agricola, promosso prefetto e destinato all’incarico di commissario straordinario del Governo per l’area di Castel Volturno.
Il nuovo questore conosce già il capoluogo campano: tra il 2014 e il 2017 ha diretto la Squadra Mobile di Napoli, occupandosi anche delle indagini sulla faida di Forcella e sulla cosiddetta «paranza dei bambini», stagione di violenza che vide contrapporsi gruppi di giovanissimi aspiranti boss nel centro storico.
Nel corso della carriera ha guidato le Squadre mobili di Ascoli Piceno, Latina, Bari e Genova. Nel 2018 ha assunto l’incarico di direttore del Servizio Polizia Scientifica e, nel 2019, quello di direttore del Servizio Centrale Operativo, struttura impegnata nel coordinamento delle indagini contro la criminalità organizzata e i reati di particolare gravità. Nel 2023 è diventato questore, prima a Perugia e successivamente a Firenze.
Il suo percorso professionale si intreccia dunque con attività investigative complesse e con il contrasto alle organizzazioni criminali. Un’esperienza che torna centrale proprio nel momento in cui assume la guida della Questura partenopea.
Camorra e nuove generazioni: la sfida del controllo del territorio
La presenza dei clan resta uno degli elementi che rendono complesso il quadro della sicurezza a Napoli e nella sua provincia. Accanto alle organizzazioni storiche, le dinamiche criminali possono essere attraversate da conflitti per il controllo delle piazze di spaccio, successioni interne e gruppi emergenti.
A questo scenario si aggiunge la violenza giovanile, che richiede risposte capaci di tenere insieme indagini, prevenzione e interventi sociali. La strategia indicata da Lamparelli parte da un principio: rendere gli spazi pubblici presidiati e accessibili ai cittadini, evitando che le aree meno controllate diventino terreno favorevole alle attività illegali.
«Dobbiamo occupare gli spazi vuoti», ha ribadito il questore. Un’affermazione che riguarda non soltanto la presenza delle pattuglie, ma anche la capacità delle istituzioni di intercettare i segnali di disagio e intervenire prima che sfocino in comportamenti criminali.
Il controllo del territorio, tuttavia, non può essere considerato una risposta autosufficiente. Per essere efficace deve accompagnarsi al lavoro investigativo, alla collaborazione con la magistratura e alla capacità di mantenere un rapporto di fiducia con chi vive quotidianamente i quartieri.
L’aggressione al Vomero e il richiamo alla responsabilità degli adulti
Tra i temi affrontati nel giorno dell’insediamento c’è anche la violenta aggressione avvenuta in piazza Vanvitelli, al Vomero, dove un uomo è stato picchiato da un gruppo di giovani dopo essere intervenuto in una vicenda che coinvolgeva le figlie. Durante la colluttazione, l’uomo è stato investito anche da un mezzo per la raccolta dei rifiuti.
Le indagini hanno portato all’identificazione di diversi ragazzi, in gran parte minorenni. Le responsabilità individuali restano da accertare nell’ambito delle verifiche investigative.
Lamparelli ha dichiarato di essere rimasto addolorato dalle immagini dell’aggressione, esprimendo vicinanza alla vittima. Ha inoltre definito l’episodio una sconfitta per il mondo degli adulti, sottolineando la necessità di far comprendere ai ragazzi la gravità delle proprie azioni.
La linea indicata dal questore punta su due direzioni: perseguire chi commette reati e, allo stesso tempo, evitare di generalizzare, offrendo ai giovani la possibilità di comprendere il disvalore della violenza e di intraprendere percorsi diversi.
Dopo l’aggressione, la Prefettura ha disposto un presidio fisso interforze in piazza Vanvitelli, con una presenza a rotazione delle forze dell’ordine e della polizia locale. Una misura che si inserisce nel più ampio confronto sulla sicurezza nelle aree della movida cittadina.
Violenza sulle donne: prevenzione e attenzione alle vittime
Tra le priorità dichiarate da Lamparelli figura anche il contrasto alla violenza contro le donne, un fenomeno che il questore ha definito particolarmente importante sul piano personale e istituzionale.
L’attenzione annunciata riguarda la prevenzione e il lavoro delle articolazioni della Polizia di Stato che operano sul territorio per affrontare i reati di genere. Un impegno che richiede tempestività nella valutazione delle situazioni di rischio, ascolto delle vittime e coordinamento con gli altri soggetti istituzionali coinvolti.
La prevenzione è decisiva soprattutto quando le violenze si manifestano all’interno di relazioni personali e familiari, contesti nei quali la paura, la dipendenza e le minacce possono rendere difficile chiedere aiuto. Il contrasto non si esaurisce quindi nell’intervento successivo a un reato, ma comprende la capacità di riconoscere i segnali di pericolo e attivare strumenti di protezione.
Lamparelli ha indicato questo fronte tra quelli ai quali intende riservare particolare attenzione, affiancandolo alle priorità tradizionali dell’ordine pubblico e del controllo del territorio.
Ordine pubblico e Coppa America 2027: una sfida internazionale
Un altro banco di prova per la Questura sarà la gestione dell’ordine pubblico in occasione della Coppa America di vela del 2027, evento internazionale destinato a portare a Napoli visitatori, delegazioni, atleti e un’intensa attività organizzativa.
Lamparelli ha definito complessa la gestione della sicurezza legata alla manifestazione, considerandola una sfida impegnativa. Il dispositivo dovrà confrontarsi con esigenze differenti: tutela dei partecipanti, gestione dei flussi, sicurezza delle aree interessate dagli eventi e continuità dei servizi ordinari per residenti e attività commerciali.
La preparazione richiederà una pianificazione coordinata tra Questura, Prefettura, amministrazioni locali e altre forze coinvolte. L’obiettivo sarà garantire le condizioni per lo svolgimento dell’evento senza trascurare le esigenze quotidiane della città.
La sicurezza partecipata e il rapporto con i cittadini
Nel giorno dell’insediamento, Lamparelli ha incontrato il prefetto di Napoli, Michele di Bari. Al centro del colloquio sono state le principali questioni relative alla sicurezza provinciale, alla cooperazione tra le forze dell’ordine e al rafforzamento della presenza della Polizia di Stato accanto ai cittadini.
Il questore ha manifestato la disponibilità a proseguire il lavoro con la Prefettura, la magistratura, le altre forze dell’ordine e la società civile. È il modello della sicurezza partecipata: una rete nella quale le istituzioni mantengono la responsabilità degli interventi, ma possono contare anche sulla collaborazione e sulle segnalazioni delle comunità locali.
Per Napoli, una città che presenta situazioni molto diverse da un quartiere all’altro, la sfida sarà tradurre questo principio in una presenza concreta, capace di rispondere tanto alle emergenze quanto alle criticità quotidiane.
Il nuovo questore riparte dunque da una città che conosce, ma che nel frattempo è cambiata. Le priorità sono state indicate: controllo del territorio, ordine pubblico, contrasto alla criminalità e prevenzione della violenza. La misura del nuovo incarico sarà nella capacità di trasformare questi obiettivi in sicurezza concreta, senza lasciare soli i cittadini e senza abbandonare gli spazi nei quali la criminalità cerca di imporsi.











