Il Tribunale amministrativo della Campania accoglie il ricorso cautelare e consente a una candidata esclusa di partecipare alla prova del 21 ottobre. FIMMG Campania chiede alla Regione di riesaminare anche la posizione degli altri nove professionisti esclusi.
La burocrazia non può trasformarsi in un ostacolo capace di compromettere il futuro professionale dei giovani medici. È questo il messaggio che arriva dalla decisione del TAR della Campania, che ha accolto il ricorso cautelare presentato da una candidata esclusa dal concorso per l’accesso al corso triennale di formazione specifica in Medicina Generale 2026-2029, disponendone la riammissione con riserva alla prova prevista per il 21 ottobre.
Un primo risultato importante in una vicenda denunciata nei giorni scorsi dalla FIMMG Campania, che aveva contestato l’esclusione di dieci giovani professionisti per la mancata allegazione della copia del documento d’identità alla domanda di partecipazione, nonostante la procedura fosse stata effettuata attraverso il sistema di identificazione digitale SPID.
La pronuncia del Tribunale amministrativo, adottata in via cautelare, consente alla candidata di sostenere la prova concorsuale in attesa della successiva valutazione collegiale. Non si tratta, dunque, di una decisione definitiva sul merito della controversia, ma di un primo passaggio giudiziario che riapre la possibilità di accesso al percorso formativo.
FIMMG Campania: «Un primo segnale importante»
A commentare la decisione è Vincenzo Schiavo della FIMMG Napoli, che rivendica la fondatezza delle criticità sollevate dal sindacato sulla procedura di esclusione.
«Avevamo denunciato una situazione paradossale e oggi arriva dal TAR un primo segnale importante», dichiara Schiavo.
Il nodo della contestazione riguarda il rapporto tra gli adempimenti formali richiesti dal bando e l’identificazione digitale già effettuata attraverso SPID. Per la FIMMG, escludere un candidato per la mancata allegazione di un documento d’identità, quando l’accesso alla procedura è avvenuto attraverso un sistema di identificazione digitale, solleva interrogativi sulla proporzionalità della misura adottata.
«Non è accettabile che un giovane medico, regolarmente identificato attraverso una piattaforma digitale della pubblica amministrazione, possa vedersi negare l’accesso a un percorso formativo fondamentale per il proprio futuro professionale a causa di un adempimento documentale», afferma Schiavo.
Il rappresentante sindacale non mette in discussione l’importanza del rispetto delle regole, ma richiama la necessità che queste siano applicate senza produrre conseguenze sproporzionate rispetto alla finalità degli adempimenti richiesti.
«Il rispetto delle regole è indispensabile, ma le regole devono essere strumenti di garanzia, non ostacoli irragionevoli che finiscono per penalizzare i professionisti e, indirettamente, i cittadini».
La richiesta alla Regione: riesaminare tutte le esclusioni
La riammissione cautelare della candidata riporta al centro anche la posizione degli altri nove giovani medici esclusi per la stessa ragione. La FIMMG Campania chiede alla Regione di intervenire per individuare una soluzione amministrativa che permetta di riesaminare complessivamente la vicenda, evitando che ogni professionista debba avviare autonomamente un contenzioso.
«La Regione Campania dovrebbe cogliere questa occasione per correggere una scelta che riteniamo profondamente sbagliata, senza costringere ogni singolo candidato a rivolgersi alla giustizia amministrativa», prosegue Schiavo.
La richiesta è chiara: verificare la posizione di tutti i candidati coinvolti e consentire loro di sostenere la prova, qualora ne ricorrano i presupposti.
Un passaggio che, secondo il sindacato, avrebbe anche una ricaduta sul piano dell’equità. La possibilità di difendere i propri diritti non dovrebbe infatti dipendere dalle risorse economiche necessarie per affrontare un ricorso amministrativo.
«Chiediamo che venga riesaminata la posizione di tutti i giovani medici esclusi per la medesima ragione, individuando una soluzione amministrativa che consenta loro di sostenere il concorso. Il diritto alla formazione non può diventare una corsa a ostacoli, né può dipendere dalla possibilità economica di sostenere un ricorso».
Il futuro della medicina generale passa anche dall’accesso alla formazione
La vicenda supera il singolo caso amministrativo e investe il tema dell’accesso alla formazione in Medicina generale, passaggio essenziale per i professionisti che intendono intraprendere la carriera di medico di famiglia.
La decisione cautelare del TAR restituisce alla candidata la possibilità di partecipare alla selezione, ma lascia aperta la questione relativa agli altri nove esclusi e alla soluzione complessiva della controversia.
Per la FIMMG Campania, il punto è evitare che un adempimento formale diventi una barriera insormontabile per chi aspira a entrare nel sistema della medicina territoriale.
La richiesta rivolta alla Regione è quindi quella di un intervento che tenga insieme il rispetto delle procedure, la ragionevolezza delle decisioni amministrative e la tutela delle opportunità professionali dei giovani medici. Perché l’accesso alla formazione non riguarda soltanto il futuro dei candidati, ma anche la disponibilità di professionisti destinati a svolgere un ruolo fondamentale nell’assistenza sanitaria ai cittadini.









