La terra continua a tremare, ma a scuotere i Campi Flegrei è anche la protesta di chi, da giorni, vive tra case lesionate, sfollamenti e servizi essenziali compromessi. A Pozzuoli, decine di cittadini sono scesi in strada per chiedere risposte immediate alle istituzioni, contestando la lentezza degli interventi e la gestione dell’emergenza legata al bradisismo.
La manifestazione si è svolta in occasione della visita del ministro della Cultura Alessandro Giuli, arrivato nell’area flegrea per un sopralluogo ai siti archeologici danneggiati dalle recenti scosse, tra cui l’Anfiteatro Flavio e il Rione Terra. L’arrivo del rappresentante del Governo è stato accolto da cori di protesta e dallo slogan: «Vergogna, fate presto», diventato il simbolo del malcontento di una comunità che chiede interventi concreti e non soltanto visite istituzionali.
La protesta: «Servono risposte, non passerelle»
I manifestanti hanno bloccato per alcuni minuti un tratto di corso Nicola Terracciano, denunciando la condizione di migliaia di residenti costretti a convivere con la paura di nuove scosse, abitazioni inagibili e continui disagi.
Tra le richieste avanzate figurano un piano straordinario per gli sfollati, soluzioni immediate per chi ha dovuto lasciare la propria casa e il rapido ripristino dei servizi essenziali, compresa la fornitura di acqua potabile, interrotta in diverse zone della città dopo gli ultimi eventi sismici.
L’incontro con il ministro
Una delegazione composta da sei cittadini è stata ricevuta dal ministro Giuli all’interno dell’Anfiteatro Flavio. Durante il confronto sono state illustrate le principali criticità vissute dalla popolazione: dall’assistenza agli sfollati ai ritardi negli interventi, fino alla richiesta di un piano operativo chiaro per affrontare una crisi che ormai dura da anni.
Al termine dell’incontro, però, molti partecipanti hanno espresso delusione per le risposte ricevute, ritenute insufficienti rispetto all’entità dell’emergenza.
«Lo Stato c’è», la replica di Giuli
Lasciando Pozzuoli per raggiungere Pompei, il ministro ha dichiarato di comprendere l’esasperazione dei cittadini, assicurando che il Governo è consapevole della situazione e che lo Stato farà la propria parte. Ha inoltre sottolineato che, per quanto riguarda la sua visita, l’obiettivo principale era verificare le condizioni del patrimonio archeologico colpito dalle scosse.
Un territorio che attende interventi
La protesta arriva in una fase particolarmente delicata per i Campi Flegrei, interessati da una persistente crisi bradisismica che negli ultimi mesi ha provocato numerosi eventi sismici, danni agli edifici e centinaia di sgomberi.
Per molti residenti, il problema non è più soltanto convivere con un fenomeno naturale che non può essere fermato, ma fare i conti con tempi amministrativi giudicati incompatibili con un’emergenza che si rinnova a ogni nuova scossa.
Tra crepe nei muri, famiglie fuori casa e servizi ancora da ripristinare, la richiesta che arriva dalla piazza è una sola: trasformare le promesse in azioni. Perché, sostengono i cittadini, il tempo dell’attesa è finito e la sicurezza non può più essere rinviata.











