Un Super El Niño potrebbe essere sul punto di svilupparsi e, secondo le ultime proiezioni dei principali modelli climatici internazionali, avrebbe caratteristiche mai osservate dall’inizio delle rilevazioni moderne. Se le previsioni saranno confermate, potrebbe diventare l’evento di El Niño più intenso degli ultimi 150 anni, con effetti destinati a propagarsi su scala globale e ad amplificare ulteriormente gli impatti del cambiamento climatico.
L’allarme arriva dalla comunità scientifica internazionale e trova spazio anche sulla rivista Nature, secondo cui il margine con cui il fenomeno potrebbe superare i precedenti record è «sbalorditivo».
Cos’è il Super El Niño
El Niño è un fenomeno climatico naturale che si verifica quando le acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale si riscaldano in modo anomalo. Questo altera la circolazione atmosferica e modifica profondamente il clima in molte aree del pianeta.
Quando il riscaldamento delle acque supera determinati valori, si parla comunemente di “Super El Niño”, una definizione non ufficiale ma utilizzata per descrivere gli eventi più estremi, capaci di influenzare il clima globale per mesi.
Il più forte mai osservato?
Secondo un’analisi del climatologo Zeke Hausfather, ricercatore del Berkeley Earth e autore dell’IPCC, i modelli stagionali assegnano circa il 90% di probabilità che l’evento 2026-2027 superi ogni precedente registrato.
Le simulazioni indicano che l’anomalia della temperatura superficiale del Pacifico potrebbe raggiungere circa 3,6 °C sopra la media, ben oltre il precedente record del potente El Niño del 2015-2016. Gli esperti sottolineano però che si tratta ancora di proiezioni: l’intensità definitiva potrà essere valutata solo nei prossimi mesi, quando il fenomeno raggiungerà il suo picco.
Gli effetti sul clima mondiale
L’impatto di un Super El Niño non riguarda soltanto il Pacifico.
L’aumento del calore immagazzinato negli oceani viene infatti trasferito all’atmosfera, favorendo un incremento delle temperature globali e alterando il regime delle precipitazioni in numerose regioni del mondo.
Gli esperti prevedono un aumento del rischio di:
- ondate di calore eccezionali;
- siccità prolungate in diverse aree;
- piogge torrenziali e alluvioni in altre regioni;
- intensificazione delle ondate di calore marine;
- alterazioni dei monsoni asiatici;
- ripercussioni sull’agricoltura e sulla sicurezza alimentare.
Le possibili conseguenze per l’Italia
Per l’Italia non è possibile stabilire con precisione gli effetti diretti del fenomeno, ma gli esperti ritengono che un Super El Niño possa contribuire ad accentuare anomalie già favorite dal riscaldamento globale.
Le conseguenze potrebbero manifestarsi soprattutto tra la fine del 2026 e il 2027, con una maggiore probabilità di periodi estremamente caldi e una crescita della frequenza di eventi meteorologici intensi, alternando lunghi periodi siccitosi a precipitazioni molto abbondanti.
Il precedente del 1877
Tra gli aspetti che più preoccupano gli studiosi c’è il confronto con il Super El Niño del 1877-1878, considerato uno dei più devastanti della storia.
Quel fenomeno contribuì a una gravissima crisi climatica che aggravò le carestie in vaste aree dell’India, della Cina, del Brasile e di altri Paesi, provocando decine di milioni di vittime. Gli scienziati precisano che non è corretto attribuire quella tragedia esclusivamente a El Niño, poiché pesò anche il contesto politico ed economico dell’epoca, ma ricordano che eventi di questa intensità possono avere conseguenze umanitarie enormi.
Gli esperti invitano alla prudenza
Nonostante le proiezioni siano sempre più convergenti, i climatologi invitano a evitare conclusioni definitive.
La probabilità che si sviluppi un evento eccezionale è molto elevata, ma resta necessario attendere i prossimi mesi per conoscere la reale intensità del fenomeno. Il messaggio della comunità scientifica, tuttavia, è chiaro: in un pianeta già fortemente riscaldato dalle emissioni di gas serra, un Super El Niño potrebbe amplificare gli eventi estremi e rappresentare una nuova sfida per governi, sistemi sanitari, agricoltura e protezione civile in tutto il mondo.









