Si è aperta con una dichiarazione spontanea di Alessio Tucci, reo confesso dell’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa dall’ex fidanzato, la nuova udienza del processo davanti alla Corte d’Assise di Napoli. Collegato in videoconferenza dal carcere, il giovane è apparso visibilmente commosso e ha rivolto parole di scuse alla famiglia della vittima, affermando però di non ritenersi meritevole di perdono.
“Mi dispiace per Martina”
Davanti ai giudici, Tucci ha esordito con parole di profondo rammarico.
«Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non perdono, perché non perdono me stesso di questa brutta cosa», ha dichiarato. L’imputato ha inoltre negato di aver mai minacciato la giovane, facendo riferimento a uno dei messaggi acquisiti agli atti del processo, nel quale pronunciava la frase “devi morire per amore”.
Secondo la sua versione, quelle parole sarebbero state fraintese: «Intendevo dire “come sto soffrendo io, devi soffrire tu”, non intendevo cose assurde».
“Pagherò fino all’ultimo”
Il ventenne ha poi ribadito di non riuscire ancora a spiegarsi quanto accaduto il giorno dell’omicidio.
«Continuo a chiedere scusa alla famiglia. È passato un anno e ancora non ho capito cosa sia successo quel giorno. Per me è un incubo, non c’è un minuto in cui non penso a Martina. Le volevo tantissimo bene. Sono consapevole di quello che ho fatto e pagherò fino all’ultimo. Non se lo meritava».
La reazione della madre di Martina
Le dichiarazioni sono state ascoltate in aula anche dalla madre della ragazza, Enza Cossentino, che ha seguito il collegamento video scuotendo più volte la testa.
All’uscita dal tribunale la donna ha respinto le parole dell’imputato: «Dio può perdonare, io no. Non ci riesco. Quelle frasi gliele hanno suggerite. Io l’ho guardato negli occhi e lui rideva mentre le pronunciava».
Processo in videoconferenza
Anche questa udienza si è svolta con Alessio Tucci collegato da remoto. La decisione era stata adottata dalla Corte dopo le forti tensioni scoppiate tra le due famiglie durante la prima udienza del processo, per garantire il regolare svolgimento del dibattimento.
Un caso che ha segnato il Paese
Martina Carbonaro fu uccisa ad Afragola dopo aver rifiutato di riallacciare la relazione con l’ex fidanzato. Secondo l’accusa, il giovane la colpì più volte con una pietra all’interno di un edificio abbandonato, nascondendone poi il corpo sotto alcuni detriti. Il femminicidio della quattordicenne ha suscitato profonda indignazione in tutta Italia, diventando uno dei casi simbolo della violenza di genere tra gli adolescenti.











