Dietro alcune delle canzoni più amate della musica italiana c’erano due grandi storie d’amore. Due donne molto diverse tra loro, entrambe decisive nella vita di Peppino di Capri: Roberta Stoppa, il primo amore, che ispirò uno dei suoi brani più celebri, e Giuliana Gagliardi, la compagna di una vita, che gli fu accanto nei momenti più difficili della carriera e con la quale costruì una famiglia.
Pur essendo uno degli artisti più popolari del panorama musicale italiano, Peppino di Capri ha sempre custodito con grande discrezione la propria vita privata, lontano dal clamore del gossip. Eppure le sue vicende sentimentali hanno accompagnato alcune delle pagine più importanti della sua storia artistica.
Roberta Stoppa, il colpo di fulmine che diventò una canzone
Era il 1959 quando il giovane Giuseppe Faiella, destinato a diventare il celebre Peppino di Capri, conobbe a Ischia Roberta Stoppa, una diciottenne torinese che lavorava come modella.
La leggenda racconta che il cantante rimase affascinato nel vederla ballare in un locale e che da quell’incontro nacque un amore intenso e travolgente. Due anni dopo, nel 1961, i due si sposarono.
Fu proprio Roberta a ispirare “Roberta”, una delle canzoni simbolo della prima fase della carriera dell’artista, destinata a diventare uno dei suoi successi più conosciuti. Quel brano trasformò una storia personale in un patrimonio collettivo della musica italiana.
Il matrimonio, però, attraversò anni difficili. Alla fine degli anni Sessanta la relazione entrò in crisi e la separazione divenne inevitabile, pur essendo nata, nel frattempo, una nuova vita: il figlio Igor, nato nel 1970. Lo stesso Peppino, anni dopo, avrebbe raccontato quel periodo come uno dei più complessi della sua esistenza.
Giuliana Gagliardi, il grande amore della maturità
Mentre il primo matrimonio stava ormai giungendo al termine, nella vita del cantante entrò Giuliana Gagliardi, giovane studentessa napoletana di Biologia, estranea al mondo dello spettacolo.
Il loro rapporto nacque in un momento particolarmente delicato. All’inizio degli anni Settanta Peppino di Capri stava attraversando una fase complicata della propria carriera, con il mercato discografico in piena trasformazione e un periodo di difficoltà professionale.
Accanto a lui, Giuliana rappresentò un punto di riferimento costante, sostenendolo sia sul piano umano che in quello professionale. In quegli anni il cantante fondò una propria casa discografica e riuscì a rilanciare il proprio percorso artistico, culminato nel 1973 con la vittoria al Festival di Sanremo grazie a “Un grande amore e niente più”, brano che lo stesso artista ha più volte indicato come dedicato proprio a Giuliana.
Dopo il divorzio da Roberta Stoppa, i due si sposarono nel 1978 e dal loro matrimonio nacquero Edoardo e Dario, quest’ultimo divenuto successivamente attore.
Una donna lontana dai riflettori
A differenza di molte mogli di personaggi famosi, Giuliana Gagliardi scelse sempre la riservatezza.
Continuò a esercitare la professione di biologa nel proprio laboratorio di analisi a Capri, evitando il mondo dello spettacolo e mantenendo uno stile di vita discreto, pur condividendo oltre quarant’anni accanto a uno degli artisti più amati d’Italia.
Nel 2019 Giuliana morì dopo una lunga malattia. La sua scomparsa rappresentò uno dei dolori più profondi della vita del cantante.
Peppino di Capri spiegò di aver scelto di non partecipare ai funerali per conservare nella memoria l’immagine della moglie ancora sorridente e piena di vita, un gesto che raccontava meglio di qualsiasi dichiarazione il legame costruito in oltre quattro decenni insieme.
Due donne, due stagioni della stessa vita
Roberta Stoppa rappresentò la giovinezza, gli anni dell’esplosione artistica, dell’entusiasmo e delle prime grandi canzoni.
Giuliana Gagliardi fu invece la donna della maturità, della stabilità familiare, della rinascita professionale e degli affetti più solidi.
Due storie diverse, entrambe fondamentali, che hanno accompagnato il percorso umano di Peppino di Capri e lasciato un’impronta anche nella sua produzione musicale.
Perché dietro ogni grande interprete ci sono spesso emozioni autentiche, vissute lontano dai riflettori e trasformate, con il talento, in canzoni capaci di attraversare il tempo.











