• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
sabato, 10 Ottobre, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

“Numero 10”, Maradona oltre il mito: il 3 ottobre la prima assoluta a Napoli

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
29 Settembre, 2026
in Arte & Spettacolo
0
“Numero 10”, Maradona oltre il mito: il 3 ottobre la prima assoluta a Napoli
Share on FacebookShare on Twitter

Al Teatro Palapartenope debutta lo spettacolo diretto da Carolina Fanelli e prodotto da Coloriamo i Sogni. Erasmo Genzini interpreta Diego Armando Maradona, con Maurizio Casagrande, Giorgio Borghetti e Ivan Granatino. Partecipazione straordinaria di Lina Sastri. Consulenza storica di Marino Bartoletti e musiche originali di Phil Mer.

Il 3 ottobre 2026 Napoli tornerà a confrontarsi con una delle figure che più profondamente hanno segnato la sua storia contemporanea.

ADVERTISEMENT

Al Teatro Palapartenope arriva in prima assoluta “Numero 10”, spettacolo prodotto da Coloriamo i Sogni e dedicato a Diego Armando Maradona.

Ma non sarà un racconto celebrativo del campione argentino.

La regista Carolina Fanelli sceglie di attraversare il mito per arrivare all’uomo: alle sue fragilità, alle paure, alla solitudine, al peso della fama e al rapporto con le persone che hanno contribuito a costruire la sua storia.

A interpretare Maradona sarà Erasmo Genzini, affiancato da Maurizio Casagrande, nei panni di Ottavio Bianchi, Giorgio Borghetti, che interpreta il Giornalista, e Ivan Granatino, chiamato a dare voce al popolo attraverso il rap.

La partecipazione straordinaria è di Lina Sastri, nel ruolo della madre di Diego.

Dalla morte all’infanzia

“Numero 10” sceglie di cominciare dalla fine.

La morte di Maradona irrompe sulla scena attraverso i flash e il rumore dei media. È la voce della madre a spezzare quella dimensione e a riportare il racconto indietro nel tempo, fino ai sobborghi di Buenos Aires, all’infanzia di Diego e al talento nato sui campi di strada.

Da quel momento comincia un viaggio che attraversa Buenos Aires, Napoli e gli stadi, alternando recitazione, musica, danza, acrobazia e immagini.

Non una biografia teatrale tradizionale, dunque, ma un racconto costruito per frammenti, simboli e incontri.

«Ho cercato di dare a questo spettacolo un’identità precisa, differenziandolo dalle molte opere già dedicate a Maradona», spiega Carolina Fanelli. «Venendo sia dalla scrittura cinematografica sia dal teatro, ho scelto un linguaggio che fosse un punto d’incontro tra questi due mondi».

Lina Sastri è la madre

Al centro dello spettacolo c’è anche la figura della madre.

Lina Sastri porta in scena una presenza che accompagna Diego attraverso il tempo e che assume una funzione intima e simbolica. Il suo canto diventa la voce di una madre che protegge, ricorda e continua a guardare il figlio oltre il personaggio pubblico.

È attraverso quella voce che il racconto torna alle origini, quando il numero 10 non era ancora un mito e Diego era soltanto un bambino con un pallone tra i piedi.

Napoli e la voce del popolo

Poi arriva Napoli.

E con Napoli arriva anche il popolo.

Ivan Granatino porta sul palco il linguaggio del rap, una scelta che la regista lega alla necessità di raccontare una città capace di trasformare l’amore per Maradona in un fenomeno collettivo.

«Napoli è una città che fa rumore, e il rumore e l’amore sono quasi inseparabili», racconta Fanelli. «Il rap è un linguaggio contemporaneo capace di attraversare le generazioni, proprio come la storia di Maradona».

La città, però, non viene raccontata soltanto attraverso la festa e l’entusiasmo.

A un certo punto della storia, Diego è un uomo schiacciato dal peso della fama. Trova rifugio in una chiesa e incontra un anziano prete napoletano.

È in quell’incontro che il campione lascia spazio all’uomo.

Il desiderio di una città

Tra le scene più simboliche dello spettacolo c’è quella dell’albero di Natale.

Un grande albero sul quale i napoletani appendono i propri desideri.

Maradona legge il proprio nome accanto alle speranze della città.

È il momento in cui comprende fino in fondo il significato del rapporto con Napoli: non soltanto essere stato un calciatore capace di vincere, ma aver rappresentato per milioni di persone la possibilità di sognare qualcosa che sembrava impossibile.

Il calcio, in questa lettura, diventa soltanto il punto di partenza.

Il Giornalista e il conflitto con la fama

A rappresentare il rapporto tormentato tra Maradona e il mondo dell’informazione sarà Giorgio Borghetti, nel ruolo del Giornalista.

Una figura che diventa quasi un antagonista del protagonista e che incarna il giudizio pubblico, l’attenzione dei media e quella macchina narrativa che accompagna ogni personaggio trasformato in mito.

È anche attraverso questo confronto che lo spettacolo prova a interrogarsi su cosa accade quando un uomo smette di appartenere soltanto a se stesso e diventa un simbolo collettivo.

La consulenza di Marino Bartoletti

Alla sceneggiatura ha collaborato il giornalista Marino Bartoletti, che ha seguito un lavoro di ricerca attraverso fonti, testimonianze, documenti e materiali originali.

Bartoletti sarà protagonista anche del finale.

Il suo sarà il monologo conclusivo, scritto e interpretato dallo stesso giornalista.

Il racconto tornerà così alla morte di Maradona, ma senza fermarsi alla cronaca.

Il finale vuole interrogarsi su ciò che rimane quando il campione non c’è più: la memoria, le emozioni, i sogni e una storia che continua a essere raccontata.

Una colonna sonora tra Napoli e Argentina

Le musiche originali sono firmate da Phil Mer, musicista che ha collaborato, tra gli altri, con Pino Daniele, Pooh e Zucchero.

La colonna sonora nasce per accompagnare lo spettacolo come una sorta di film su un palcoscenico.

Orchestra classica ed elettronica si incontrano, mentre le percussioni assumono un ruolo centrale, anche attraverso il campionamento di oggetti non convenzionali.

Nella musica convivono riferimenti alla tradizione argentina e a quella napoletana: due mondi geograficamente lontani ma accomunati da una forte identità popolare.

Quattro torri per raccontare un uomo

Anche la scenografia sceglie di non ricostruire realisticamente i luoghi della storia.

La scena, curata da Fabio Masetti, è dominata da quattro torri rotanti alte sette metri e mezzo.

Ogni lato racconta una dimensione diversa: Buenos Aires, Napoli e lo stadio.

Le strutture diventano così parte della narrazione e accompagnano le diverse trasformazioni del protagonista: il bambino, il calciatore, il simbolo, l’uomo.

«Queste torri non sono solo scenografia: sono un rito, una rotazione, un viaggio attraverso le metamorfosi di un uomo irripetibile», spiega Fanelli.

L’impianto visivo sceglie inoltre colori scuri, ruggine, polvere e cenere.

Non soltanto la luce della gloria, dunque, ma anche le ombre e le contraddizioni.

Maradona senza santificarlo

È forse questo il punto centrale di “Numero 10”.

Raccontare Maradona senza ridurlo al calciatore e senza trasformarlo in una figura priva di contraddizioni.

Sul palco convivono il talento e la fragilità, l’amore di una città e il peso di essere diventato un simbolo, la gloria e la solitudine.

Napoli, ancora una volta, incontra Maradona attraverso il teatro.

Non per riscriverne la storia, ma per provare a guardare oltre quella maglia numero 10 che, da sola, ha finito per raccontare un uomo intero.

Il 3 ottobre, al Palapartenope, il mito torna in scena. Ma questa volta il sipario si apre sull’uomo.

ADVERTISEMENT
Prec.

Giocare al tavolo per riscattarsi: a Nisida nasce una ludoteca permanente

Succ.

Ethnos Cinema – Visioni dal mondo: tre giorni tra cinema, musica e tradizioni del Sud

Può interessarti

Vasco Rossi “dottore” a Salerno: dall’università il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione
Arte & Spettacolo

Vasco Rossi “dottore” a Salerno: dall’università il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione

7 Ottobre, 2026
Mercato San Severino, al via la nuova stagione del Teatro Comunale: tra grandi nomi e “Teatro in movimento”
Arte & Spettacolo

Mercato San Severino, al via la nuova stagione del Teatro Comunale: tra grandi nomi e “Teatro in movimento”

5 Ottobre, 2026
Trianon Viviani, gli spettacoli in programma a dicembre
Arte & Spettacolo

Trianon Viviani, gli appuntamenti della settimana: teatro, danza e spettacoli per famiglie

5 Ottobre, 2026
Campania Libri Festival, oltre 40mila presenze per la quinta edizione
Arte & Spettacolo

Campania Libri Festival, oltre 40mila presenze per la quinta edizione

5 Ottobre, 2026
Parco Archeologico di Ercolano: crescita costante dei visitatori
Arte & Spettacolo

Il Parco Archeologico di Ercolano aderisce alla campagna Komen Italia: ingresso gratuito per i donatori

3 Ottobre, 2026
“Premio Francesco Landolfo 2019”: i vincitori
Arte & Spettacolo

Premio di giornalismo Francesco Landolfo, il 30 ottobre scade il bando

3 Ottobre, 2026
Succ.
Ethnos Cinema – Visioni dal mondo: tre giorni tra cinema, musica e tradizioni del Sud

Ethnos Cinema – Visioni dal mondo: tre giorni tra cinema, musica e tradizioni del Sud

Ultimi Articoli

Aspirapolvere robot e lavapavimenti: guida completa per la casa 

di Redazione Napolitan
10 Ottobre, 2026
0

Un aspirapolvere e lavapavimenti robot può svolgere gran parte del lavoro quotidiano necessario per mantenere i pavimenti in ordine, riducendo polvere, briciole, peli e leggere macchie con uno sforzo minimo da parte tua. Invece di sostituire ogni attività di pulizia profonda, si occupa della manutenzione di routine, così la casa rimane costantemente più pulita tra una sessione manuale e l’altra. I modelli moderni combinanoaspirazione, lavaggio, mappatura e controlli tramite app, il che li rende utili per famiglie impegnate, proprietari di animali domestici e case con pavimenti misti. I risultati migliori si ottengono comprendendo come questi dispositivi si muovono, puliscono e si mantengono, per poi abbinare queste caratteristiche al tuo ambiente. Questa guida spiega come funzionano gli aspirapolvere e lavapavimenti robot, quali caratteristichesono più importanti e come impostare una semplice routine che migliori le prestazioni di pulizia quotidiana su pavimenti duri, tappeti e aree molto frequentate.  Come funzionano i robot aspirapolvere e i pulitori per pavimenti  Aspirazione, Lavaggio, Navigazione e Sensori  Un robot aspirapolvere e lavapavimenti di solito combina aspirazione, spazzole rotanti, controllo dell’acqua e mappatura integrata per pulire i pavimenti seguendo un percorso organizzato....

Un aspirapolvere solidi-liquidi può pulire i pavimenti appiccicosi? 

di Redazione Napolitan
10 Ottobre, 2026
0

Sì, un aspirapolvere a umido/secco può pulire efficacemente i pavimenti appiccicosi se utilizzato nel modo corretto. I residui appiccicosi derivano solitamente da bevande rovesciate, grasso di cottura, sporcoportato dall’esterno, accumulo di sapone o da troppo detergente per pavimenti lasciato dopo il lavaggio. Un aspirapolvere a umido/secco aiuta allentando quello sporco, aspirando sia i liquidi che i detriti e lasciando meno residui rispetto ai tradizionali mocci che spesso tendono a spargere lo sporco. È particolarmente utile sui pavimenti duri sigillati, dove le fuoriuscite e la sporcizia tendono ad aderire alla superficie. La chiave è adattare il metodo di pulizia al tipo di sporco, usando la giusta quantità di acqua o soluzione e mantenendo la macchina dopo ogni utilizzo. Se fatto correttamente, è possibile eliminare l’appiccicosità, ridurre le striature e lasciare i pavimenti più puliti, freschi e sicuri su cui camminare.  Un aspirapolvere a umido/secco può pulire efficacemente i pavimenti appiccicosi?  Come la pulizia a umido e a...

Purezza dell’aria compressa: la norma ISO 8573 e gli standard di qualità industriale 

Purezza dell’aria compressa: la norma ISO 8573 e gli standard di qualità industriale 

di Redazione Napolitan
10 Ottobre, 2026
0

Perché la qualità dell'aria compressa è fondamentale  L'aria compressa è una risorsa indispensabile in numerosi processi industriali, ma la sua qualità...

Assegnata la scorta a Don Maurizio Patriciello

Caivano, consegnò un proiettile a don Patriciello durante la messa: condannato a tre anni

di Redazione Napolitan
9 Ottobre, 2026
0

Vittorio De Luca, 75 anni, è il suocero di Domenico Ciccarelli, ritenuto esponente di vertice del clan Ciccarelli-Sautto. Il Tribunale di...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?