“È morto tra le mie mani. Adriano me l’hanno portato via in pochi minuti”.
Sono parole devastanti quelle pronunciate dalla madre di Adriano, il ragazzo di 16 anni morto dopo aver mangiato un gelato in una gelateria che frequentava abitualmente a Casoria, in provincia di Napoli. Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità e sulla quale la Procura di Napoli Nord ha aperto un’inchiesta per chiarire cosa sia accaduto davvero.
La telefonata poco prima del collasso
Adriano soffriva di una grave allergia alle proteine del latte e dei suoi derivati. In passato avrebbe avuto anche uno shock anafilattico legato alle proteine dell’uovo. La famiglia conosceva bene il problema e il ragazzo prestava molta attenzione a ciò che mangiava. Frequentava spesso quella gelateria proprio perché proponeva prodotti ritenuti adatti a persone con allergie alimentari.
La sera della tragedia aveva cenato con la madre prima di uscire con alcuni amici. Poi, intorno alle 23, la chiamata che ha cambiato tutto.
“Mi ripeteva che non riusciva a respirare e che aveva le labbra gonfie. Allora gli ho chiesto subito: ‘Cos’hai mangiato?’. E lui mi ha risposto: ‘Il solito gelato, mamma’”.
Da quel momento, racconta la donna, sarebbe iniziata una corsa disperata contro il tempo.
Il tentativo disperato di salvarlo
La madre ha spiegato di aver cercato immediatamente le siringhe di Bentelan che il figlio portava quasi sempre con sé per affrontare eventuali emergenze allergiche.
“Mi sono portata dietro le siringhe di Bentelan, perché Adriano le aveva sempre con sé… ma proprio quella sera no”.
Secondo la ricostruzione emersa in queste ore, il ragazzo sarebbe stato accompagnato fino alla casa del padre, ma le sue condizioni sarebbero precipitate rapidamente.
“Hanno dovuto portarlo in braccio perché non riusciva più nemmeno a stare in piedi. Quando sono arrivata stavano già tentando di rianimarlo con il massaggio cardiaco”.
Nonostante i tentativi di soccorso e l’intervento del 118, per Adriano non c’è stato nulla da fare.
“Io continuavo a chiamarlo, a sperare che aprisse gli occhi, che mi rispondesse ancora una volta. Ma Adriano aveva già perso i sensi… e il silenzio di quei minuti resterà dentro di me per tutta la vita”.
L’inchiesta della Procura
La Procura di Napoli Nord ha disposto l’autopsia sul corpo del ragazzo, il sequestro dei campioni di gelato, accertamenti dei carabinieri del NAS nella gelateria frequentata dal 16enne.
Gli investigatori stanno analizzando in particolare tre gusti: limone, fragola, melone.
L’obiettivo è capire se possa esserci stata una contaminazione accidentale, la presenza di allergeni non segnalati, un errore nella preparazione o nella conservazione dei prodotti.
Secondo quanto emerso, Adriano avrebbe scelto gusti che consumava abitualmente senza problemi.
Il dolore di Casoria
La morte del ragazzo ha lasciato sotto shock amici, familiari e compagni di scuola. Adriano frequentava il terzo anno dell’istituto nautico di Bagnoli e sognava di diventare comandante di una nave.
Ai funerali, celebrati nel Santuario di San Benedetto Abate, centinaia di giovani hanno partecipato all’ultimo saluto. Sulla bara è stata deposta anche una maglia del Napoli, simbolo della sua passione calcistica.
La battaglia contro le allergie alimentari
La tragedia di Adriano riaccende il dibattito sulla sicurezza alimentare e sui rischi legati alle allergie gravi, soprattutto nei luoghi pubblici e nella ristorazione.
Le allergie alle proteine del latte possono provocare shock anafilattici fulminanti anche attraverso contaminazioni minime. Per questo motivo le indagini dovranno chiarire se il prodotto consumato contenesse tracce non dichiarate, se siano state rispettate tutte le procedure sugli allergeni, se vi siano eventuali responsabilità.
Nel frattempo resta il dolore di una madre che continua a rivivere gli ultimi istanti del figlio: “Mi diceva che non riusciva a respirare. E io non sono riuscita a salvarlo”.











