Da quartiere simbolo della lotta alla camorra a emblema di un’altra emergenza, meno visibile ma altrettanto preoccupante. Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, finisce al centro di un’inchiesta della BBC, che descrive il quartiere come uno dei luoghi europei con la più alta incidenza di obesità infantile. Un primato che non riguarda classifiche da celebrare, ma un allarme sanitario che coinvolge migliaia di bambini e adolescenti.
Secondo il reportage dell’emittente britannica, circa il 60% dei bambini di Ponticelli presenta problemi di eccesso ponderale, un dato che supera già le preoccupanti medie regionali e nazionali. In Campania oltre il 40% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso o obeso, mentre Napoli detiene da tempo uno dei tassi più elevati d’Italia.
La storia di Salvatore, 17 anni e 170 chili
A raccontare la gravità del fenomeno è anche la storia di Salvatore, un ragazzo di 17 anni che pesa circa 170 chilogrammi. La BBC descrive una quotidianità fatta di enormi difficoltà: persino allacciarsi le scarpe è diventato complicato e il suo scooter non riesce a sostenere il suo peso. Il giovane è seguito dall’équipe dell’Ospedale Evangelico Villa Betania di Ponticelli, dove i medici stanno cercando di ridurre il suo peso con una terapia farmacologica prima di poter valutare un intervento di chirurgia bariatrica, che al momento sarebbe troppo rischioso.
«Le famiglie spesso non si rendono conto del problema»
Tra le voci raccolte nel reportage c’è quella del pediatra Roberto Berni Canani, tra i maggiori esperti italiani nel trattamento dell’obesità infantile.
Secondo lo specialista, il problema non riguarda soltanto l’alimentazione, ma anche la percezione del fenomeno. Molti genitori, infatti, non riconoscono il sovrappeso dei propri figli e arrivano all’osservazione medica per altri disturbi, senza collegarli all’eccesso di peso. A incidere sono anche sedentarietà, scarso esercizio fisico, uso eccessivo di smartphone e tablet e un’alimentazione sempre più lontana dai principi della dieta mediterranea.
Il paradosso della dieta mediterranea
L’inchiesta della BBC evidenzia quello che definisce un grande paradosso italiano: il Paese considerato la culla della dieta mediterranea è oggi tra quelli europei con il più alto numero di bambini in sovrappeso.
L’esperto di longevità Valter Longo sostiene che la dieta mediterranea tradizionale sia ormai seguita solo da una minoranza della popolazione. Al suo posto si sarebbe affermato un modello alimentare dominato da pizza, pasta, pane, patate e alimenti altamente calorici, spesso accompagnati da bevande zuccherate e cibi ultra-processati.
Una questione sociale oltre che sanitaria
Il reportage sottolinea come il fenomeno sia particolarmente diffuso nelle aree caratterizzate da maggiore disagio economico e sociale. La povertà, la mancanza di spazi per praticare attività sportiva, una limitata educazione alimentare e la difficoltà di accedere a cibi freschi e salutari rappresentano fattori che contribuiscono all’aumento dell’obesità infantile.
Per gli specialisti, il rischio è che bambini e adolescenti sviluppino precocemente diabete, malattie cardiovascolari e altre patologie croniche, con conseguenze che potrebbero accompagnarli per tutta la vita.
L’inchiesta della BBC riporta così l’attenzione internazionale su una realtà che va ben oltre il singolo quartiere. Ponticelli diventa il simbolo di una sfida sanitaria, educativa e sociale che riguarda l’intero Paese: quella di restituire ai più giovani non solo un’alimentazione più sana, ma anche un contesto capace di favorire benessere, prevenzione e qualità della vita.










